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Bardonecchia Poco nuvoloso
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Editoriale
30 gennaio 2012 16:374033

Arriva l’inverno ”horribilis”.

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Per quanto riguarda la neve, dopo l’episodio nevoso atteso per domani, martedì 31 gennaio, su Piemonte, Emilia e Romagna, la “dama bianca", tra l’1 e il 2 febbraio, interesserà ancora l’Emilia, La Romagna e quasi tutte regioni centrali (tranne coste tirreniche), poi dal 3 al 5 infierirà per 3 giorni consecutivi su Marche, Abruzzo, Molise e Lucania, mentre dal 6 all’8 febbraio dovrebbe essere la volta della Puglia, Calabria e Sicilia.

Ma se vi sarà qualche record nei prossimi 10 giorni, questo è più probabile che provenga dal freddo.

Infatti attualmente tutta l’Europa centro-orientale e i Balcani sono ricoperti da una vastissimo lago di aria siberiana,  qui ammassata dall’anticiclone russo, in una delle sue ormai rarissime comparse sullo scenario europeo. L’aria è così gelida che alla quota di 1500 metri circa si raggiungono sulle aree appena citate anche -20°C, ovvero 10-15 gradi al di sotto della media del periodo.

L’aria siberiana irromperà sull’Italia dapprima al Nord nella giornata di domani, martedì 31 gennaio, per poi propagarsi, tra l'1 e il 4 febbraio, anche alle regioni del Medio Adriatico e centrali e infine raggiungere anche il Sud Italia tra il 5 e l’8 febbraio.

L’apice del freddo verrà raggiunto sul Nord Italia tra il 4 e il 6 febbraio, con valori minimi notturni tra meno 5 e meno 10 gradi, fino a sfiorare i -15 gradi sul Piemonte. Sulle Alpi centro-orientali, a quote intorno 1500 metri, le minime notturne potranno scendere fino a valori di 20 gradi sotto zero.

Sulle regioni centrali l’apice del freddo si verificherà tra il 5 e il 7 febbraio, con valori minimi notturni tra meno 5 e meno 10 gradi. I valori più bassi verranno raggiunti nelle zone interne di Marche, Umbria Abruzzo e Molise.

Sulle regioni meridionali le temperature più basse verranno raggiunte tra il 6 e l’8 febbraio, ma senza sconfinare in freddo esagerato.



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Perché, in condizioni di bel tempo, il mare costiero diviene un po’ mosso dopo le 9-10 del mattino?

Perché le correnti marine costiere di giorno si avvicinano di più alla terraferma.

Per effetto delle brezze di mare.

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