A quanto pare la Terra non è l’unico pianeta del sistema solare che si sta surriscaldando: anche le temperature medie di Marte difatti negli ultimi decenni sono rapidamente cresciute. In effetti uno studio pubblicato nel 2007 sulla rivista Nature ha messo in evidenza come tra gli anni ’70 e gli anni ’90 la temperatura media di Marte sia crescita di circa 0,65 gradi. A causare la “febbre” del Pianeta Rosso però non sarebbe, come ipotizzato nel caso della Terra, l’anidride carbonica, piuttosto che l’aumento dell’attività solare che hanno caratterizzato il XX secolo, quanto piuttosto un numero sempre maggiore di… tempeste.
La sabbia che copre il terreno marziano e che dona a questo pianeta il suo tipico colore rossastro ha difatti la capacità di riflettere una parte della radiazione solare in arrivo, limitando così il riscaldamento del suolo. Le enormi e violentissime tempeste che talvolta si formano nella pur tenue atmosfera marziana però sollevano e spazzano via la sabbia, lasciando scoperta la nuda roccia del terreno, che invece e assai meno efficace nel riflettere la luce solare. Così dopo il passaggio di una tempesta il terreno marziano assorbe maggiori quantità di raggi solari e di conseguenza si riscalda più di quanto non faccia normalmente.
Il surriscaldamento delle regioni da cui è stata spazzata via la polvere però favorisce anche la formazione di perturbazioni più violente e numerose: le enormi tempeste di vento che spazzano il suolo marziano difatti traggono origine proprio dalla differenza di temperatura fra regioni di Marte fra loro vicine (un po’ come avviene anche sulla Terra). Insomma, in una sorta di ciclo che si autoalimenta (feedback positivo) le temperature sempre più alte favoriscono venti più intensi, che a loro volta lsollevano una maggior quantità di polvere che però ascia il terreno esposto a un ancor più intenso riscaldamento.
In effetti negli ultimi decenni nell’atmosfera di Marte si è osservato un sensibile aumento del numero e nell’intensità di queste enormi tempeste (nell’immagine raccolta dalla sonda Mars Global Surveyor della NASA in particolare si può notare la gigantesca tempesta di sabbia che nel 2001 avvolse nella polvere l’intero pianeta), per cui pare davvero plausibile che sia proprio il meccanismo che coinvolge sabbia e venti marziani a spiegare il surriscaldamento di questo pianeta. Ma cosa ha innescato l’iniziale aumento d’intensità delle tempeste che ha innescato tutto il meccanismo di riscaldamento? Molto probabilmente proprio l’aumento dell’attività solare (e quindi della quantità di energia solare in arrivo su Marte) durante il XX secolo. Insomma, almeno per una volta ciminiere e tubi di scarico non hanno colpe…
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