Da più parti negli ultimi giorni è riecheggiato il grido d’allarme: quella che ci attende sarà la più intensa ondata di gelo degli ultimi 27 anni, come non si vedeva insomma dal lontano 1985! Ma perché, cosa successe in quell’inverno di metà anni ’80 da esser considerato tutt’ora eccezionalmente rigido?
Ebbene, intorno alla metà di gennaio del 1985 dapprima un’ondata di freddo eccezionale, con la colonnina di mercurio che, a causa dell’afflusso di masse d’aria gelida provenienti direttamente dalle regioni polari, in molte località scese di 10 gradi e anche oltre al di sotto dello zero. Addirittura il giorno 11 gennaio, che probabilmente per il nostro Paese si può considerare il più gelido del XX secolo, la temperatura scese fino a 22 gradi al di sotto dello zero a Firenze, 19 gradi sotto zero a Brescia, 18 gradi sotto lo zero a Verona e più in generale su valori inferiori allo zero in gran parte delle nostre città, con la colonnina di mercurio che anche a Roma sfiorò i 10 gradi al di sotto dello zero.
Poi, intorno alla metà del mese, grazie alla strada aperta dal gelo arrivò la neve, e più esattamente quella che in molti in Italia considerano la “nevicata del secolo”. A garantire le abbondanti nevicate ci pensò un vortice di bassa pressione che per quattro giorni consecutivi vagò nei dintorni della nostra Penisola, spingendo correnti relativamente miti ma anche molto umide verso l’Italia e quindi anche al di sopra dell’aria gelida nel frattempo rimasta intrappolata nella Valpadana, dove le precipitazioni a causa delle temperature assai basse si tradussero in copiose nevicate.
Tra il 14 e il 17 gennaio 1985, in una sola incredibile lunga nevicata che durò oltre 72 ore, caddero tra i 50 e i 100 centimetri di neve in gran parte delle regioni settentrionali: in particolare a Milano il manto nevoso raggiunse un’altezza compresa, a seconda del quartiere, tra i 70 centimetri e il metro di altezza, mentre a Bologna si accumularono circa 80 centimetri, a Genova, quindi in riva al mare, rimasero al suolo 20 centimetri, e più a est il terreno si coprì di circa mezzo metro di neve a Udine e Vicenza. Ma le città letteralmente sepolte dalla neve furono quelle alle pendici delle Alpi: dagli 80 centimetri di Novara, ai 110 centimetri di Como per arrivare fino al metro e mezzo di Trento!
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