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Fonte Immagine: 
NASA
Le implicazioni della progressiva riduzione delle macchie solare nei prossimi 2-3 anni. Perché maggiori rischi per la biosfera. Ma anche una notizia positiva per il prossimo decennio

Come noto il numero delle macchie solari (sunspot number), segue un calco di circa 11 anni. Adesso il numero, dopo are raggiunto un massimo di circa 65 macchie nel 2014-15,  si sta spostando verso il valore minimo annuale di non più di 10/20 macchie all'anno che raggiungerà nel 2019-2020.

Ma  in questo momento sono passati già 13 giorni senza macchie, il valore più basso dopo quello raggiunto ad aprile 2010 ma ben lungi da  quello record di 260 giorni consecutivi  senza macchie del 2009.

Fig.1 - il sole in questi giorni senza macchie sulla sua superficie (NASA)

Tab.1 - numero giorni senza macchie solari in un anno dalla 2009 ad oggi (fonte www.spaceweather.com)

Che cosa comporta per la meteorologia spaziale un crescente numero di macchio solari fino al 2020?

Ebbene le macchie solari regolano il flusso del vento solare, quell'insieme di particelle cariche (elettroni, protoni, nuclei di elio, ioni di metalli pensati) emessi in continuità dal sole , specie durante le esplosioni solari che vengono appunto là dove sono presenti le macchie solari.

Ovviamente un minore numero di macchie significa vento solare più debole. Ma il vento solare ha un'azione di protezione di fronte ai raggi cosmici che provengono dalle profondità dello spazio interstellare ma che sono dotati di una energia eccezionale, pari a quella posseduta da una pallina di tennis lanciata a 40 metri al secondo e quindi capaci di raggiungere la biosfera arrecando danni al DNA degli esseri vincenti.

Insomma stiamo andando incontro ad un periodo di bombardamento crescente di raggi cosmici.

Fig.2 - aumento dei raggi cosmici negli ultimi 2 anni ( misure a cura  dei palloni sonda stratosferici di www.spaceweather.com)

Unica consolazione: dopo il periodo ruggente del 1970-1990 di attività solare, in termini di numero di macchie solari, il numero di macchie solario negli ultimi 15 anni ha toccato il valore più basso degli ultimi 100 anni e quindi è aumentato  comunque il bombardamento da raggi cosmici

Fig. 3 - Calo dell'attività solare, in termini di numero di macchie solari negli ultimi 15 anni

Ma tale bombardamento ionizza (espulsione di elettroni dagli atomi) per urto l'atmosfera, specie quella più vicina al suolo perché più densa e quindi con probabilità di urto più elevata.

Ma gli ioni insieme al pulviscolo igroscopico (solfati, nitrati, sale marino) sono nuclei privilegiati per coagulare su di sé il vapore acqueo, dando luogo alle goccioline di nubi. Quindi una maggiore presenza di nubi basse nel prossimo decennio condurrebbe ad un maggiore raffreddamento della terra in grado di attenuare il Global Warming

 

Fonte Articolo: 
Col. Mario Giuliacci

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