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Col. Mario Giuliacci
Recenti studi mostrano come lo scioglimento dei ghiacci artici stia alterando la circolazione marina, con il rischio che anche la calda Corrente del Golfo possa indebolirsi a lasciare al gelo l’Europa

Le vicende narrate nel film hollywoodiano “The Day After Tomorrow” sono sempre state trattate dagli scienziati come semplice, per quanto per realizzata fantascienza, ma ora alcuni studiosi sembrano aver cambiato idea, e a convincerli ci sono alcuni dati preoccupanti che arrivano dal Nord Atlantico.

Nonostante le temperature notevoli degli ultimi mesi (nella FIG1 le anomalie di agosto 2015, a livello planetario il più caldo di sempre), che per ora fanno del 2015 l’anno più caldo dell’era moderna, una vasta porzione del Nord Atlantico compresa tra l’Islanda e le coste meridionali della Groenlandia ha fatto registrare temperature insolitamente basse: insomma, nonostante il gran caldo che sta soffrendo il Pianeta, in quel tratto di oceano l’acqua è più fredda del normale.

Ebbene, secondo alcuni ricercatori ciò sarebbe il risultato della rapidità con cui si stanno sciogliendo i ghiacciai della Groenlandia e delle grosse quantità di acqua fredda e soprattutto dolce che stanno invadendo tale regione marina. E a preoccupare non è il fatto che l’acqua prodotta dal disgelo sia fredda, quanto piuttosto che sia dolce: in quella regione infatti acque molto salate, e quindi pesanti (l’acqua salata è più pesante di quella dolce), sprofondano verso gli abissi, richiamando dietro di sé altra acqua proveniente da zone molto lontane, tanto da alimentare quella complessa circolazione marina che, nota come AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), comprende anche la Corrente del Golfo, il grande fiume di acqua calda che mitiga gli inverni europei.

Per gli scienziati insomma c’è il rischio che, contrariamente a quanto finora pensato, lo scioglimento dei ghiacci artici possa davvero indebolire la circolazione marina nel Nord Atlantico, compresa la Corrente del Golfo, innescando tutta una serie di meccanismi che, anche se non causerebbero tutti i catastrofici eventi descritti nel film The Day After Tomorrow (gran parte di quei fenomeni, compreso il Mediterraneo stretto nella morsa di gelo e neve della FIG2, sono e rimarranno comunque solo fantascienza), potrebbero comunque far sprofondare l’Europa verso un clima più aspro, con inverni più rigidi e nevosi ed estati insolitamente fresche e piovose: insomma, immagini come quella in FIG3, con la Gran Bretagna del gennaio 2010 completamente imbiancata dalla neve, potrebbero diventare la norma in inverno!

A sostegno di questa ipotesi c’è anche uno studio (“Exceptional twentieth-century slowdown in Atlantic Ocean overturning circulation”) realizzato da alcuni ricercatori del Potsdam Institute e pubblicato lo scorso mese di marzo sulla rivista scientifica Nature Climate Science secondo cui il grande nastro che trasporta acqua calda dai Tropici fino alle regioni più settentrionali dell’Atlantico si starebbe già indebolendo da qualche anno.    

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Col. Mario Giuliacci

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