Le nubi temporalesche, chiamate cumulonembi, si formano grazie a correnti d’aria calda e umida che si sollevano dal suolo. Essendo più leggere dell’aria circostante, queste masse d’aria tendono a salire verso l’alto, raffreddandosi di circa 10 °C per ogni chilometro di quota. Il raffreddamento provoca la condensazione del vapore acqueo contenuto nell’aria in ascesa, favorendo così la formazione delle nubi temporalesche.
Il ruolo del riscaldamento del suolo
Durante l’estate il Sole riscalda intensamente il terreno. Alcune superfici, come i campi arati o le rocce, si scaldano più rapidamente rispetto ad altre, ad esempio i boschi. Si creano così forti moti convettivi: l’aria calda sale rapidamente, perché più leggera dell'atmosfera circostante, e può dare origine ai cumulonembi, le nubi dei temporali.
Il contributo dei venti di pendio
Nelle valli, soprattutto nelle ore pomeridiane, quando il riscaldamento provocato dai raggi solari raggiunge la massima intensità, entra in gioco un ulteriore meccanismo. L’aria riscaldata nel fondovalle tende a risalire lungo i versanti montuosi, favorendo la condensazione del vapore e la formazione delle nubi temporalesche proprio lungo i pendii delle montagne.
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Fonte: MeteoGiuliacci.it
Autore:
Mario Giuliacci