In pubblicazione il 7 AGO 2019

Innalzamento dei mari: pericolo concreto, sufficienti 10 metri per inondare Ferrara, Ravenna, Rimini

Un forsennato scioglimento dei ghiacci può mettere a dura prova il nostro territorio nazionale


Fonte Immagine: http://flood.firetree.net

 

L'innalzamento dei mari non è più uno scenario remoto, ma una realtà che incombe nel prossimo futuro.

Temperature molto calde hanno accelerato considerevolmente lo scioglimento del ghiacciaio sull’isola più grande del mondo, la Groenlandia, in piena zona artica: alcune decine di miliardi di tonnellate di acqua dolce si sono riversate nell'oceano negli ultimi giorni del mese di luglio.

Il mese di luglio 2019 si appresta a segnare un nuovo record per quelle aree artiche, ponendosi come il più caldo della storia moderna, difatti le anomalie termiche si sono portate ben 20 gradi oltre la media del periodo. Quando normalmente abbiamo temperature medie di -13°C nella giornata del 31 luglio si sono sfiorati i +5°C, pazzesco se si pensa alla latitudine e alla altitudine della stazione meteorologica di riferimento, alla quota di 3202 metri.

Un dato senza dubbio rilevante se si pensa che in media nel globo in un anno solare il livello del mare sale di 3,3 millimetri. Un allarme lanciato anche dall'Istituto Meteorologico della Danimarca (di cui la Groenlandia è territorio semi-autonomo), il picco della fusione dei ghiacci ha riversato in mare durante il mese di luglio ben 197 miliardi di tonnellate, innalzando il livello degli oceani di 0,3 millimetri: un miliardo di tonnellate, giusto per farsi un’idea concreta corrispondono all’acqua contenuta in 400 mila piscine olimpioniche.


Leggi anche: Groenlandia: toccato il punto di non ritorno, record di caldo storico

Le città sulla nostra Penisola a livello del mare o poco sopra devono prepararsi ad affrontare questa problematica più o meno lontana e progettare interventi di lungo periodo. Se si procede di questo passo potrebbero non volerci troppi anni.

 

Credits: http://flood.firetree.net/



Fonte Articolo: Andrea Tura

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