In pubblicazione il 17 AGO 2019

Nuovo caldo in arrivo, intenso soprattutto in Emilia, Toscana, Umbria e Lazio

L'alta pressione dell'Anticiclone Nord-Africano scatenerà una nuova ondata di caldo, comunque meno intensa della precedente


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

A partire da domani, domenica, l'Anticiclone Nord-Africano tornerà ad allungarsi sulla nostra Penisola e quindi a influenzare il tempo su molte delle nostre regioni. Solo il Nord Italia rimarrà ai margini dell'area anticiclonica, esposto quindi a correnti più fresche e instabili, mentre il resto Paese è atteso da giornate piene di sole e dal ritorno del caldo intenso, soprattutto in alcune regioni. Tuttavia, se può servire da consolazione, il caldo sarà meno "cattivo" rispetto alle ultime ondate: le temperature infatti non toccheranno i picchi elevati delle settimane passate e anche i tassi di umidità rimarranno più contenuti.

In ogni caso già domani le temperature saliranno leggermente in quasi tutta Italia e le massime faranno registrare valori in generale compresi tra 28 e 33 gradi: la regione più calda sarà la Sardegna, nelle cui zone interne sono probabili dei picchi anche di 34-35 gradi. La sensazione di caldo verrà peraltro accentuata dall'afa, che in molte zone del Paese tornerà a farsi piuttosto fastidiosa. Al Centrosud il cado aumenterà ulteriormente nei giorni successivi, toccherà l'apice tra martedì e giovedì, e sarà intenso soprattutto in Emilia, Toscana, Umbria e Lazio: in queste regioni infatti sono attese delle punte anche di 36-37 gradi.


Al Nord le temperature invece rimarranno più contenute, soprattutto nelle regioni nord-occidentali, dove le massime difficilmente si spingeranno oltre i 31-32 gradi e, anzi, in molte località rimarranno inchiodate al di sotto dei 30 gradi. Il rovescio della medaglia sarà l'instabilità, che favorirà la formazione di numerosi temporali pomeridiani sulle zone alpine, con il possibile coinvolgimento anche delle vicine pianure, specie tra martedì e mercoeldì, quando una perturbazione in movimento sul cuore del continente, pur senza sfondare sull'Italia, si appoggerà alle Alpi, favorendo l'infiltrazione di correnti relativamente più fresche e instabili sulle pianure del Nord.   



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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