In pubblicazione il 24 MAG 2020

Luna  tra  mito, poesia e  realtà

L'astro più romantco nel cielo


Fonte Immagine: pinterest

 

Fascino, suggestione  e turbamento sono sensazioni abbastanza comuni in chi si sofferma ad osservare il cielo in una limpida notte stellata, rischiarata dalla luna. Come spiegare, altrimenti, i giuramenti di eterno amore che lo sguardo complice  e galeotto  del pallido astro ha strappato a tanti innamorati !

Dei magici poteri della luna sulla psiche ne sanno comunque  qualcosa gli artisti. Ludwig Van Beethoven dedicò la Suonata al chiaro di luna  a Giulietta Guicciardini, suo grande amore del momento.

Cara anche agli autori di canzonette che hanno inventato luna rossa, luna marinara, Venezia la luna  e tu, tintarella di luna,  ho un appuntamento con la luna.

Ma non si contano  i poeti  che hanno trovato la musa ispiratrice proprio al chiar di luna, uno scenario  che invita all’abbandono e al sogno

         mentre la luna  è  prossima a le

         soglie cerulee e par che innanzi a sé un velo distenda

         ove il nostro sogno si giace 

         ( D’Annunzio: La sera fiesolana )

ma, molto più spesso, suscita inquietudine, smarrimento e riflessioni sui perché fondamentali della vita, della morte  e del senso ultimo del destino dell’uomo  e dell’universo

         O graziosa luna, io mi rammento

          che, or volge l’anno, sovra questo colle

          io venia pien d’angoscia a rimirarti

          ( Leopardi: Alla luna  )

              nell’infinito seno

              scende la luna e si scolora il mondo ;

              Spariscono l’ombre ed una

              oscurità la valle e il monte imbruna

              .......................................................

              Tal si dilegua e tale

              lascia l’età mortale

              la giovinezza

              ( Leopardi: Il tramonto della luna )

 


               dimmi, o luna: a che vale

                al pastor la sua vita

                ...... dimmi ove tende

                questo mio vagar breve,

                il tuo corso immortale

                ..... e tu certo comprendi

                il perché delle cose...

                ( Leopardi: Canto notturno di un pastore errante dell’Asia )

          

                   Spunta la luna......

                    .... una sera che rapida cala

                    ed è il pensiero

                    della morte che, infine,

                    aiuta  a vivere

                    (Saba : Sera di febbraio  )

 

Insomma, vaghe sensazioni di mistero, abbandono e paura. Una paura forse atavica, una specie di imprinting lunare nel nostro subconscio, probabile eredità  dei    nostri  primitivi  progenitori  che,  quell’enorme faro sospeso tra cielo e terra temevano  ed adoravano come un Dio. E, d’altra parte, chi se non  una potente divinità avrebbe potuto avere il magico potere  di comparire e scomparire da un giorno all’altro, per poi ricomparire ancora nel bel mezzo delle tenebre notturne con mutate sembianze ?

Poi, nel corso dei millenni, le credenze di carattere religioso si sono via via trasformate in radicate superstizioni popolari molte delle quali resistono ancor oggi.

La prima volta la luna fu raggiunta, ovviamente solo nella fantasia, da Ludovico Ariosto il quale  vi inviò Astolfo con l’ippogrifo, il mitico cavallo alato,  per recuperare  il senno del “furioso” Orlando. Il viaggio immaginario dell’Ariosto venne in qualche modo  emulato  qualche secolo dopo da Julius Verne con mezzi di trasporto... all’altezza dei tempi, un megaproiettile  -  vero capostipite  degli Shuttle della NASA  - sparato verso la luna da un supercannone.

Ma da quando Neil Armstrong vi mise piede davvero con l’Apollo-11, la luna ha perso un po' del suo fascino e del suo mistero ma, nello stesso tempo,  ha forse stimolato un ripensamento più  razionale e meno emotivo  sul  suo  ruolo  nelle  vicende  del nostro pianeta. 

Ed è così che negli ultimi decenni  ha sempre più preso piede la convinzione che il vicino astro possa in qualche modo influenzare, oltre che il livello degli oceani, anche molti fenomeni legati al tempo, al clima  e alla vita.

Un revival della superstizione in chiave moderna o un disperato bisogno del soprannaturale ?   Forse nulla di tutto questo perché, a parte  credenze popolaripiù o meno fantasiose, come la licantropia, non può che lasciare  perplessi invece la coincidenza, non certo casuale, tra la periodicità delle fasi lunari  e quella, ad esempio, del ciclo mestruale e, d’altra parte, esistono ormai prove  e testimonianze rigorosamente scientifiche per una serie di numerosi altri fenomeni riconducibili soltanto all’invisibile influsso della luna.

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci
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