In pubblicazione il 20 NOV 2021

COP26: successo o flop? Le REAZIONI e gli SVILUPPI FUTURI

Si è trattato di qualcosa di importante, anche se...


Fonte Immagine: liberopensiero

La COP-26

Non c’è dubbio: le attese erano tante! Del resto, a poche settimane dall’uscita dei dati scientifici dell’ultimo rapporto IPCC (AR6), non poteva essere altrimenti: le ricerche condotte da climatologi e meteorologi di tutto il mondo infatti hanno confermato come il clima sia cambiato rapidamente anche negli ultimi anni, con temperature medie sempre più alte e fenomeni meteo estremi via via più frequenti. Ecco perché in molti ritenevano necessaria un’accelerazione delle politiche di mitigazione e adattamento e, in particolare, una più rapida transizione energetica che consenta di abbandonare presto i combustibili fossili. Risultato raggiunto o, al contrario, la COP-26 si è tradotta in un fallimento?


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Nazioni in difficoltà, per adesso nessun aiuto

Come ha sottolineato anche Guterres, segretario generale ONU, le divisioni tra i vari paesi e la protezione degli interessi nazionali hanno impedito che si raggiungessero alcuni importanti traguardi. Innanzitutto i vincoli sugli impegni che ciascuna nazione ha preso appaiono poco stretti, lasciano spazio a preoccupanti ritardi: se è vero che le azioni per intraprendere gli impegni presi devono essere attivate entro il 2025, è anche vero che si concede, ai paesi che dovessero avere difficoltà a organizzarsi per tempo, di rimandare tutto al 2030. Ma, secondo i risultati scientifici mostrati dal IPCC, potrebbe essere troppo tardi per limitare il cambiamento climatico entro valori accettabili. Ma forse il vero fallimento dell’ultima COP è quello che riguarda gli aiuti ai paesi più in difficoltà, quelli in via di sviluppo e quelli che stanno patendo le conseguenze peggiori del cambiamento climatico: doveva essere l’anno della svolta, per trovare finalmente i 100 miliardi di dollari per finanziare queste nazioni, ma non si è raggiunto alcun accordo e tutto è stato (di nuovo) rimandato. Insomma, ci sono diverse note dolenti. Quindi, come sostiene Greta Thunberg, si è trattato solo di chiacchiere, di un rumoroso e inutile bla bla bla? In realtà no, dall’ultima COP sono usciti anche risultati importanti.

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Cambio di marcia sull’adattamento

Innanzitutto è stato ribadito con forza l’impegno a mantenere il surriscaldamento del Pianeta entro 1,5 gradi rispetto all’era pre-industriale. Insomma, sulla necessità di combattere il cambiamento climatico, c’è ampio consenso. Un consenso che ha prodotto anche la promessa di tutti i paesi di milgiorare i propri impegni per combattere il cambiamento climatico, con proposte migliorative da presentare alla COP che si terrà il prossimo anno in Egitto. Importantissimo anche l’accordo tra USA e Cina per lavorare assieme a favore della tutela dell’ambiente. Ma forse il risultato più importante è quello relativo all’adattamento: si è deciso infatti di raddoppiare le risorse da dedicare a livello globale alle politiche di adattamento, cioè a tutte quelle misure che possono contribuire a limitare le dannose conseguenze del cambiamento climatico. E allora, si è trattato solo di bla-bla-bla o è stato un successo? Probabilmente, come ha suggerito anche Guterres, la verità sta nel mezzo: senz’altro sarebbe stato meglio fare di più, ma si tratta comunque di un passo avanti nella lotta al cambiamento climatico.

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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