In pubblicazione il 3 APR 2020

CORONAVIRUS, un marzo tremendo per l’Europa

Migliaia e migliaia di vittime nel nostro continente, con Italia e Spagna a pagare il conto tragicamente più elevato; possibile legame con le condizioni climatiche


Fonte Immagine: Copernicus/ECMWF

 

Il Coronavirus responsabile del pericolosissimo Covid-19 ha fatto, nel mese di marzo, un numero incredibilmente alto di vittime attraverso il nostro continente, colpendo con grande durezza soprattutto alcuni paesi tra cui, in particolare, Italia e Spagna. Nel mese che si è da poco concluso, secondo i dati raccolti dai ricercatori del CSSE (Center for Systems Science and Engineering) della Johns Hopkins University di Baltimora, il Covid-19 ha causato la morte di 12399 persone in Italia, 8464 in Spagna, 3251 in Francia, facendo di questi tre paesi quelli in cui la malattia si è rivelata più letale.

Ci sono anche altre nazioni europee in cui a marzo il conteggio delle vittime ha superato le 1000 unità: a Italia, Spagna e Francia si aggiungono infatti si aggiungono Regno Unito (1789 morti) e Paesi Bassi (1039 morti), mentre poco al di sotto sono rimasti Germania (775) e Belgio (705). Ai confini del nostro continente invece la diffusione del contagio e la sua capacità di mietere vittime è rimasta, fortunatamente, piuttosto contenuta: relativamente pochi, ad esempio, i morti accertati in Egitto (46 vittime), Algeria (44 vittime), Marocco (36 vittime), Israele (20), Tunisia (10 vittime), Siria (2).


Come evidenziato anche dalle analisi dei ricercatori del progetto Copernicus Climate Change Service dell’Unione Europea, in tutti i paesi maggiormente colpiti a marzo si sono registrate temperature medie nel complesso normali per la stagione, mentre il conteggio delle vittime è rimasto decisamente più contenuto in quelle aree del continente (Scandinavia, regioni baltiche) in cui si sono osservate temperature medie più basse del normale: è presto per stabilire se vi sia un effettivo importante legame tra le condizioni climatiche e la letalità del virus, tuttavia gli scienziati hanno già cominciato a indagare per individuare l’eventuale influenza delle condizioni meteo-climatiche.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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