In pubblicazione il 22 GIU 2019

Il Global Warming ci porterà indietro alla Preistoria

Senza adeguate politiche di mitigazione i cambiamenti climatici futuri potrebbero portare l’orologio climatico della Terra indietro di decine di milioni di anni


Fonte Immagine: Pixabay

 

Circa 50 milioni di anni fa, agli inizi dell’Eocene, quando ancora l’Uomo non aveva fatto la sua comparsa sulla Terra, il clima era molto più caldo e umido di quanto non sia ai giorni nostri, e le regioni artiche erano coperte non di ghiaccio, ma di fitte e paludose foreste. Insomma, clima e paesaggi di un lontano passato che però, secondo un team di ricercatori americani, potrebbero rappresentare anche il nostro prossimo futuro!

Gli scienziati infatti hanno confrontato le più credibili simulazioni del clima futuro con le ricostruzioni delle condizioni climatiche del passato, andando a cercare eventuali analogie. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato condotto utilizzando le simulazioni di alcuni dei principali modelli climatici che hanno contribuito anche al più recente rapporto del IPCC.

Le elaborazioni al computer sono state condotte considerando due differenti scenari di sviluppo socio-economico: uno più pessimista, che descrive una situazione in cui le emissioni di gas serra continueranno ad aumentare, senza alcuna sorta di contenimento, e uno relativamente più ottimista, in cui invece si ipotizza già nell’immediato futuro un rallentamento nell’utilizzo di combustibili fossili e, nella seconda parte del secolo, una graduale riduzione delle emissioni.

Ebbene, i risultati di queste simulazioni suggeriscono che entro 10-20 anni in molte regioni del Pianeta le condizioni climatiche saranno paragonabili a quelle che si osservavano nel Medio Pliocene, circa 3 milioni di anni fa: quindi un clima caratterizzato, rispetto a oggi, da temperature medie planetarie dai 2 ai 3,8 gradi più alte. In particolare le nuove eccezionali condizioni climatiche verrebbero raggiunte entro il 2030 nel caso dello scenario più pessimista, e appena 10 anni più tardi, nel 2040, nell’ipotesi di una parziale mitigazione delle emissioni.


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Clamorosi poi i risultati delle proiezioni su tempi più lunghi. Nell’ipotesi in cui non vengano adottate efficaci misure di mitigazione, i cambiamenti climatici risulterebbero letteralmente sconvolgenti: entro il 2100 infatti in alcune aree del Pianeta l’orologio climatico tornerebbe indietro all’ultima fase dell’Eocene, e per il 2200 quasi tutta la Terra scivolerebbe indietro di circa 50 milioni di anni, con condizioni climatiche non molto differenti da quelle in cui hanno vissuto gli ultimi dinosauri!.

Il brusco ritorno al clima preistorico avverrebbe prima nelle aree più interne dei continenti, per poi estendersi anche alle regioni costiere, e risulterebbe più marcato nelle terre poste alle medie e alte latitudini. Per di più, sempre nell’ipotesi che non venga posto alcun freno alle emissioni di gas serra, entro il 2200 circa il 9% della superficie terrestre potrebbe trovarsi ad affrontare condizioni climatiche rivoluzionarie, mai vissute prima!           



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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