In pubblicazione il 15 MAR 2020

Spiagge di sabbia a rischio per colpa del cambiamento climatico

Urbanizzazione, innalzamento del livello dei mari e fenomeni meteo-climatici estremi in futuro causeranno la scomparsa di numerose spiagge


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Le spiagge sabbiose rappresentano, complessivamente, oltre un terzo delle coste presenti sul nostro Pianeta e costituiscono un habitat dal grande valore ambientale nonché socio-economico. Un ambiente, quello delle spiagge di sabbia, messo in pericolo dal sempre maggiore e indiscriminato consumo di territorio, nonché dal cambiamento climatico: l’innalzamento del livello dei mari e il numero via via crescente di violente mareggiate, costituiscono infatti elementi capaci di erodere velocemente e profondamente interi tratti di costa sabbiosa.

Di recente, uno studio (“Sandy coastlines under threat of erosion”) condotto da ricercatori dell’ISPRA in collaborazione con le Università di Twente, Delft e Cadice, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change, ha addirittura evidenziato come i cambiamenti climatici futuri potrebbero cancellare, a livello planetario, migliaia di chilometri di spiagge sabbiose! A causare il disastroso fenomeno di erosione contribuirebbe principalmente l’innalzamento del livello degli oceani, con le acque marine che, letteralmente, si mangerebbero interi tratti di costa.

Gli studiosi, per comprendere cosa ci attenda in futuro, hanno simulato gli effetti dei cambiamenti climatici per due differenti scenari caratterizzati da diverse politiche di mitigazione. Nel primo caso, corrispondente a uno sviluppo socio-economico in cui le emissione di gas serra continueranno ad aumentare senza freni, a causa dei cambiamenti climatici alcuni paesi come Canada e Australia entro il 2100 potrebbero perdere anche più di 10000 km di coste sabbiose (figura d: lunghezza delle spiagge sabbiose perse entro il 2100 per ciascuna nazione nello scenario RCP8.5).

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Fonte immagine: Michalis, Vousdoukas et al./Nature Climate Change

Al contrario, un futuro caratterizzato da moderate politiche di mitigazione (scenario RCP4.5), consentirebbe di prevenire circa il 40% dell’erosione di natura meteo-climatica prevista per la fine del secolo (figura c: lunghezza delle spiagge sabbiose perse entro il 2100 per ciascuna nazione nello scenario RCP4.5), con una sostanziale stabilizzazione rispetto a quanto previsto per la metà del secolo (figura a: lunghezza delle spiagge sabbiose perse entro il 2050 per ciascuna nazione nello scenario RCP8.5).

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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