In pubblicazione il 14 MAR 2020

Una squadra di satelliti per misurare l’inquinamento nel Mondo

E’ in orbita il primo dei satelliti che entro pochi anni formerà una rete capace di misurare con grande dettaglio le concentrazioni di inquinanti in tutto il Pianeta


Fonte Immagine: NASA/Tim Marvel

 

Lo scorso 18 febbraio, dalla Guiana Francese, è stato lanciato in orbita il satellite sud coreano GEO-COMPSAT-2B: un evento importante, perché a bordo di questo satellite è installato un sofisticato strumento, il GEMS (Geostationary Environment Monitoring Spectrometer), in grado di misurare con grande precisione e alta risoluzione le concentrazioni di diversi importanti inquinanti atmosferici, tra cui in particolare ozono, biossido d’azoto e polveri sottili, cioè i principali e più pericolosi agenti che inquinano l’aria delle nostre città.

Il satellite terrà un’orbita geostazionaria al di sopra dell’Asia Meridionale e misurerà quotidianamente, con cadenza oraria, le concentrazioni atmosferiche delle principali sostanze inquinanti su tutta un’ampia regione che comprende Corea, Giappone, India, Cina e Indocina. Ma questo è solo l’inizio! Uno strumento simile, il TEMPO (Tropospheric Emission Monitoring of POllution) verrà infatti mandato in orbita dalla NASA nel 2022 e consentirà di monitorare con estrema precisione la qualità dell’aria al di sopra del Nord America. A completare il quadro seguirà, nel 2023, il lancio da parte dell’ESA del satellite Sentinel-4, a bordo del quale sarà installata la strumentazione idonea a misurare con precisione le concentrazioni di inquinanti in Europa e Africa.


Entro pochi anni il Mondo avrà perciò a disposizione una costellazione di sofisticati satelliti in grado di descrivere, in tempo reale e con altissima precisione, la qualità dell’aria in quasi tutte le principali città del Pianeta, tra l’altro consentendo ai governanti di intraprendere azioni più rapide ed efficaci nella lotta all’inquinamento atmosferico. Oltre alla maggior precisione delle misurazioni, la vera grande novità, rispetto all’attuale rete di satelliti che monitorizzano la qualità dell’aria a scala globale, sta nella frequenza con cui i dati verranno raccolti: una cadenza oraria anziché giornaliera, con informazioni quindi più dettagliate e immediate.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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