In pubblicazione il 24 AGO 2020

24 agosto 2016, tremendo sisma distrugge Amatrice ed i comuni adiacenti

299 le vittime totali


Fonte Immagine: web

Sembrava una notte come le altre, il silenzio regnava e tutti riposavano in questi piccoli ed affascinanti borghi arroccati sulle montagne. Ma alle 3.36 di quel 24 agosto 2016 la vità cambio' in queste zone, per molti fini'. Una potentissima scossa di terremoto di magnitudo 6.0 ebbe epicentro lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP) ed Amatrice (RI). Le scosse, che poi continueranno per mesi, con eventi molto forti anche ad Ottobre, hanno provocato 299 vittime.


Il terremoto ha causato anche vasti danneggiamenti al patrimonio culturale della zona: ad Amatrice soltanto la torre civica con la campane è rimasta in piedi, assieme alla chiesa di Sant'Agostino, alle porte del centro, benché con la facciata parzialmente crollata. Ad Accumoli ci sono stati vari crolli nel centro storico, tra i quali quello più gravoso del campanile della chiesa parrocchiale. Molte frazioni del comune amatriciano sono risultate gravemente danneggiate. Anche il borgo di Arquata del Tronto è risultato gravemente danneggiato, con il crollo della chiesa parrocchiale e delle case del centro storico. Soltanto la Rocca di Arquata è stata interessata in maniera meno grave, con la caduta delle merlature delle torri. Il numero delle vittime è stato particolarmente alto perché i territori colpiti, che d'inverno sono abitati da un modesto numero di residenti, erano in quel momento nel pieno della stagione turistica e ospitavano un numero molto maggiore di persone (specialmente Amatrice, dove tre giorni dopo si sarebbe dovuta tenere la sagra dell'Amatriciana). Tra le vittime, infatti, si sono contati numerosi turisti ed ex residenti in villeggiatura nelle seconde case, provenienti soprattutto da Roma.


Le scosse sono state avvertite in gran parte dell'Italia centrale e in parte dell'Italia settentrionale, incluse Roma, Teramo, Pescara, Chieti, Napoli, Foggia, Campobasso, Benevento, Ancona, Terni, Firenze, Perugia, Bologna e addirittura Trento, Bolzano e Gorizia. Ad un anno da sisma i comuni colpiti lamentano una grave mancanza di aiuti e ritardi, le macerie sono ancora quasi tutte li sul posto e poche casette di legno sono giunte a destinazione.



Fonte Articolo: Andrea Raggini

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