In pubblicazione il 7 MAG 2019

6 Maggio 1976, devastante sisma colpisce il Friuli Venezia Giulia

989 vittime, 45 mila persone senza tetto, 100 mila sfollati


Fonte Immagine: web

 

989 vittime, 45 mila persone senza tetto, 100 mila sfollati. Questi i numeri della drammatica serata di quel 6 maggio 1976.

Alle 20,59 la prima scossa, la più leggera, anticipò quella delle 21,02 devastante e lunghissima, magnitudo 6,4 con un boato assordante. La spaventosa creatura chiamata Orcolat, dagli anziani, si è risvegliata ( il terremoto) dopo il 1924. IL tempo si fermo', interi paesi sprofondarono in un surreale silenzio, altri in urla disperate. Tutta la popolazione si riverso' in strada. Non ovunque perchè a Gemona del Friuli, Buja, Venzone, Maiano, Trasaghis, San Daniele tantissime persone erano sotto le macerie.

Altre scosse si verificarono in serata ma i soccorsi iniziarono subito ad operare anche se tra mille difficoltà viste le numerose frane che interrompevano numerose strade. Gemona la città più colpita: la stazione ferroviaria è un cumulo di macerie, la caserma "Goi" ha inghiottito gli alpini della "Julia" sepolti dal crollo di tre palazzine adibite a camerate. Il bilancio è gravissimo: muoiono 28 militari. A Maiano si sbriciolano due nuovissimi condomini che ospitavano trenta famiglie. Quando arrivano i primi soccorsi, gli unici superstiti sono tre bambini.


Dopo 5 giorni ancora si riuscirono a trarre vivi dalle macerie gli ultimi superstiti. Da subito si penso' alla ricostruzione, una strana ricostruzione. Infatti i sindaci non volevano abbandonare i paesi e ricostruire altrove, ma sempre li. Dov’era, com’era. A costo di espropriare tutte le case del centro storico per poterlo dichiarare opera pubblica e ricostruirlo pezzo per pezzo, numerando ogni pietra e rimettendola al suo posto. “L’idea condivisa, da subito, fu che il cittadino aprendo la finestra avrebbe dovuto vedere lo stesso scorcio di montagne, lo stesso panorama che vedeva prima”, ricorda Giuseppe Zamberletti.

Le nuove forti scosse di settembre completarono poi la distruzione e soprattutto annullò tutto il lavoro di recupero che era stato fatto durante i mesi estivi.



Fonte Articolo: Andrea Raggini

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