In pubblicazione il 7 SET 2021

METEO RECORD: SICCITÀ ESTIVA ESTREMA IN EMILIA-ROMAGNA, una delle più intense della storia

La quasi totale assenza di precipitazioni da inizio Estate e una precedente carenza storica di piogge primaverili hanno causato una delle Estati più secche di sempre nella regione dell’Emilia-Romagna


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci
Ben ritrovati cari lettori di Meteo Giuliacci a questo nostro nuovissimo articolo, che sarà lungo, articolato e preciso, in modo da capire a fondo la gravità della situazione idrica in Emilia-Romagna e da comprendere i fattori che hanno portato questa Estate ad essere la più arida di sempre, insieme alle estati del 2012 e del 2017, in questa regione.

Ma perché parliamo proprio dell’Emilia-Romagna e non anche di altre regioni?

Partiamo subito specificando un dettaglio importante: l’Emilia-Romagna non è assolutamente l’unica regione italiana in gravissima condizione idrica; regioni come la Toscana, le Marche, l’Abruzzo, il Molise e parte del Basso Piemonte sono in condizioni simili se non peggiori; tuttavia, fa molto scalpore la condizione della regione di cui tratteremo in questo articolo, per due principali motivi:


1- è l’unica regione del Nord Italia a presentare gravissime condizioni idriche siccome, in tutto il resto del Nord, l’Estate che si sta concludendo ha registrato piogge a tratti notevoli e, comunque, molto vicine o superiori alle medie;


2- rispetto alle medie climatologiche, quest’anno le precipitazioni estive in Emilia-Romagna presentano un’anomalia negativa quasi ovunque a ridosso del -40/-70%: ciò significa che sebbene, in media, l’Estate sia, insieme all’Inverno, una stagione non molto piovosa in questa regione, si dovrebbero comunque registrare precipitazioni sufficienti ad evitare stress idrico per le falde acquifere e per le piante, indice delle caratteristiche ben poco mediterranee del regime pluviometrico di questa regione (il quale è, invece, tipicamente continentale, con due massimi precipitativi in Primavera e in Autunno e due minimi precipitativi in Inverno e in Estate).

Avendo spiegato perché procederemo ad analizzare per bene la siccità record proprio dell’Emilia-Romagna e non di altre regioni, andiamo ora a vedere per quali motivi questi mesi passati (sia estivi che tardo-invernali e primaverili) si sono presentati così incredibilmente avari di precipitazioni.

I motivi meteorologici della siccità straziante in Emilia-Romagna

Ad essere sinceri, il motivo è uno principalmente: la quasi costante presenza di correnti da Sud-Ovest. Ebbene, quando, nei settori del Nord Italia, le perturbazioni giungono con venti aventi una traiettoria SW-NE, tutte le regioni fanno il pieno di pioggia, se le precipitazioni sono moderatamente intense. Tutte tranne una: l’Emilia-Romagna. Come mai? Ebbene, come si può vedere chiaramente da qualsiasi cartina fisica dell’Italia e di questa regione, la regione cispadana presenta una catena montuosa possente, quella dell’Appennino Settentrionale, lungo i suoi confini meridionali. Essendo queste montagne disposte secondo l’asse NW-SE, le correnti provenienti da SW si trovano letteralmente “sbarrate” dalla presenza di queste montagne; pertanto, esse sono costrette a salire di quota. Se inizialmente queste correnti sono umide poiché provenienti dal Mar Ligure, salendo di quota e raffreddandosi si caricano ancora di più di precipitazioni. Tuttavia, le piogge sono “scaricate” interamente a Sud dell’Appennino, in Toscana, dove viene a crearsi l’effetto cosiddetto “Stau”, mentre, ri-scendendo di quota, le correnti inizialmente umide da SW si seccano e si scaldano, andando a provocare l’effettoFöhn” dal lato Padano dell’Appennino, ovvero in Emilia-Romagna, che a sua volta implica un’assenza di precipitazioni e un vento caldo e secco, chiamato “Garbino” dalle popolazioni locali. Di seguito un'immagine esemplificativa:
 
 
Ebbene, questo fenomeno porta una carenza di piogge in questa regione in particolare nelle stagioni primaverili e autunnali, quando il flusso atlantico la fa da padrona; invece d’Estate, quando la maggior parte delle precipitazioni che si originano in Nord Italia sono di tipo convettivo (temporali), ovvero quando sono molto più rare le perturbazioni atlantiche, per quale motivo, in certe condizioni, i temporali interessano tutto il Nord Italia tranne che l’Emilia-Romagna? Ebbene, ancora una volta c’è lo zampino delle correnti sud-occidentali: anche in assenza di perturbazioni atlantiche, se i venti provengono da SW, la regione in questione soffre del Garbino, il vento caldo e secco. Pertanto, si può dire che queste correnti “mangino” energia (ovvero umidità, principalmente) per la formazione dei temporali, non riuscendo a farne formare nessuno fin dove l’effetto del Garbino si spinge, di solito poco oltre ai confini regionali. Inoltre, questo vento caldo secco, vero e proprio “estintore” dei temporali estivi, tiene lontani anche i temporali che si formano nelle regioni confinanti di Piemonte, Lombardia e Veneto, siccome li “soffia” lontano dall’Emilia-Romagna e, nel remoto caso in cui riuscissero a sconfinare, essi si esaurirebbero in poco tempo a causa dell’umidità bassissima dell’aria provocata dal vento caldo e secco.

Avendo ora fatto chiarezza sui motivi che hanno portato la regione emiliano-romagnola, negli ultimi mesi, ad essere l’unica veramente siccitosa del Nord Italia, capiamo come il motivo preponderante, ovvero la costante presenza di correnti d’aria provenienti da Sud-Ovest, dovrebbe, in annate normali, presentarsi con molta più rarità di quanto è avvenuto finora quest’anno; difatti, i venti dominanti in Emilia-Romagna d’Estate, quando non prevalgono quelli sud-occidentali, sono quelli da Nord-Est, freschi e fertili di temporali, che, grazie al loro passaggio sull’Alto Mar Adriatico, producono notevoli precipitazioni, caricandosi di umidità prima di giungere in Emilia-Romagna e grazie all’effetto “Stau” che causa l’Appennino Settentrionale con queste correnti, opposte a quelle da SW.

I dati pluviometrici generali dell’Estate 2021 in Emilia-Romagna

Ora che abbiamo analizzato i motivi principali per la situazione gravissima venutasi a creare in Emilia-Romagna (e in particolare nella sezione centro-orientale, come scoprirete tra poco), vediamo effettivamente quanti mm di pioggia sono caduti da inizio Estate (1 Giugno) in varie località del territorio regionale. Inoltre, tra poche righe, vedremo quali sono le medie pluviometriche per queste zone nel trimestre estivo.

Partiamo con il mese di Giugno: a quanto si evince dalle mappe Arpae, sono caduti, in Emilia Occidentale (province di Piacenza e Parma) da meno di 5 mm sulle basse pianure parmensi, per arrivare a intervalli compresi tra 10 e 20 mm nel resto della pianura e nelle medie-basse colline per toccare un picco di 50 mm sui rilievi più elevati delle due province. Veniamo ora alle province dell’Emilia Centrale, ovvero Reggio Emilia, Modena e parte occidentale (a ovest del Reno) della provincia di Bologna: situazione simile se non peggiore a quella dell’Emilia Occidentale sulle basse pianure, con valori diffusamente sotto i 5 mm. Picco di piovosità, invece, poco a Nord delle città di Reggio Emilia e di Modena, con accumuli locali fino ai 30-40 mm. Procedendo verso le colline, valori molto scarsi, compresi tra i 10 e i 20 mm; picchi di 30-40 mm soltanto sull’Alto Appennino. Emilia Orientale (Ferrarese + Bolognese a Est del fiume Reno): accumuli, nella provincia di Ferrara, generalmente compresi tra i 5 e i 15 mm, con picco di 30 mm lungo il fiume Po. Nel Bolognese orientale, invece, valori analoghi, con picco di 40 mm sui rilievi più elevati. Situazione analoga anche in Romagna, con valori generalmente compresi tra i 5 (o meno) e i 20 mm, con picchi più elevati (fino a 40 mm) solo sulle montagne più elevate. Possiamo quindi affermare che, nel mese di Giugno, siano caduti mediamente tra i 10 e i 20 mm di pioggia in regione, con locali zone con accumuli inferiori ai 5 mm (soprattutto nelle basse pianure e vicino alla costa) e altre zone con picchi fino a 30-40-massimo 50 mm, sui rilievi più elevati.

Veniamo ora al mese di Luglio: eccezion fatta per le zone di bassa pianura dell’Emilia Occidentale,  dove si sono avute anomalie positive di precipitazioni (accumuli tra i 50 e i 75 mm), il resto della regione ha ricevuto piogge scarse: tra i 20 e i 30 mm nelle province di Piacenza e Parma, con picchi di 40-50 mm sull’Alto Appennino; tra i 10 e i 30 mm in Emilia Centrale e Orientale, con accumuli fino a oltre 50 mm solo sulle montagne più alte. Tra i 15 e i 30 mm invece in Romagna, con accumuli fino a 40 mm sul crinale Tosco-Romagnolo. Tuttavia, la zona più siccitosa della regione, a Luglio, è stata la Valle del Reno, con accumuli ovunque compresi tra i 5 e i 10 mm; picchi di 40-50 mm invece nelle basse pianure Bolognesi. Valori precipitativi dunque, a Luglio, compresi generalmente tra i 10 e i 30 mm, con accumuli inferiori (fino a meno di 5 mm) nella valle del Reno e picchi più elevati (40-75 mm) sull’Alto Appennino e nelle basse pianure Emiliane.

Analizziamo infine i dati di Agosto: specifichiamo che analizzeremo la grave siccità estiva in corso in Emilia-Romagna soprattutto per il periodo precedente al 23 Agosto giacché, da tale data, è sopraggiunto un tipo di circolazione atmosferica che sta portando al declino dell’Estate in questa regione, con temperature tipiche di fine estate - inizio autunno e piogge più diffuse (benché ancora irrisorie per risolvere, almeno in parte, il problema della siccità). Tuttavia, per correttezza, riporteremo gli accumuli totali dell’intero mese di agosto e non soltanto del periodo precedente alla data del 23, anche perché, in ogni modo, le piogge giunte da tale giorno in avanti non sono bastate a far registrare valori precipitativi nella media in nessuna parte della regione: a fine mese si registrano infatti accumuli inferiori o prossimi ai 10 mm nel Piacentino e tra i 10 e i 30 mm dal Parmense a Est, tranne locali zone con valori inferiori ai 10 mm (sparse tra pedemontana Reggiana-Modenese-Bolognese e alcune altre zone locali) e altre con accumuli fino a 50-60 mm (essenzialmente nella fascia pedecollinare tra Imola e Faenza e su alcuni rilievi elevati, oltre che in parte del Ferrarese).

Anomalie di precipitazioni trimestrali estive nel 2021 rispetto al clima 1991-2015

Stimando dunque accumuli medi, per l'Estate 2021, compresi tra i 10 e i 20 mm a Giugno, tra i 10 e i 30 a Luglio e tra i 15 e i 20 ad Agosto, compresa l’ultima parte del mese dallo stampo decisamente opposto al periodo precedente, possiamo giungere alla conclusione che, nel trimestre estivo, escluse le zone meno e più colpite dalle piogge, siano caduti mediamente tra i 35 e i 75 mm complessivi. Dopo aver analizzato ciò, andiamo a vedere le medie pluviometriche per il trimestre estivo in Emilia-Romagna (basandoci sul clima recente, quello registrato tra il 1991 e il 2015, e non su quello pre-global warming intenso, registrato tra il 1961 e il 1990, durante il quale le piogge estive erano più abbondanti che nell’ultimo trentennio), aiutandoci con la mappa seguente:

Consideriamo un intervallo medio di precipitazioni estive trimestrali in Emilia-Romagna, citando soltanto anche gli intervalli estremi; come si nota, nei tre mesi di Giugno-Luglio-Agosto, la regione Emilia-Romagna dovrebbe, secondo le medie climatologiche del clima recente, ricevere grossomodo tra i 130 e i 170 mm di precipitazioni; nelle zone più secche, in pianura, possono cadere mediamente (poco) meno di 130 mm, mentre nelle zone più piovose, in montagna, si raggiungono tra i 250 e i 300 mm di precipitazioni medie estive. Dopo questa analisi, giungiamo quindi alla conclusione che siano caduti, generalmente, 100 mm in meno di pioggia rispetto alle attese, con anomalie quindi comprese tra -73% e -42% (in media sul -60%): in Emilia-Romagna è quindi piovuto meno della metà del normale, quest’Estate, con alcune zone che si sono avvicinate ad anomalie pari a 3/4 in meno del normale ed altre che non si sono allontanate troppo dai 2/5 in meno del normale, quindi poco meno della metà.

Prima di concludere questo paragrafo, facciamo un paragone interessante, aiutandoci con la seguente mappa, che mostra le precipitazioni medie trimestrali estive per il periodo 1961-1990 in Italia e zone limitrofe:

Essendo, quest’Estate, caduti tra i 35 e i 75 mm in Emilia-Romagna, notiamo come questi accumuli siano tipici di zone come le aree costiere di Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e di aree interne di Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia nord-orientale. Zone dal clima completamente diverso rispetto a quello emiliano-romagnolo!

Confronto della pluviometria estiva del 2021 con quella di altre estati particolarmente secche

Dopo aver analizzato i dati pluviometrici dell’Estate 2021 e dopo aver fatto un confronto con le medie stagionali, facciamo ora un altro confronto interessante, ovvero quello con le Estati più secche del clima recente in Emilia-Romagna, ovvero quelle del 2012 e del 2017. Vi forniamo qui di seguito i dati pluviometrici per tutti i capoluoghi di provincia regionali, molto rappresentativi dato che si trovano (a parte Ferrara, Ravenna e Rimini) a metà strada tra le basse pianure e i rilievi più elevati. Il primo valore a sinistra è quello dell’accumulo di pioggia (in mm) nel 2012, in centro del 2017 e a destra di quest’anno, del 2021:

Piacenza: 28 / 114.2 / 66.8

Parma: 21.4 / 75.8 / 57.5

Reggio Emilia: 36 / 35.8 / 43

Modena: 8.2 / 24.8 / 74.2

Bologna: 15.0 / 65 /  37.2

Ferrara: 18.8 / 28.2 / 68

Ravenna: 33.6 / 82.4 / 69.2

Forlì: 66.8 / 84.4 / 75.8

Cesena: 25.6 / 29.8/ 68.6

Rimini: 69.2 / 25.8 / 38.8

Ora facciamo una classifica città per città, dall’Estate più secca alla meno secca tra le tre:

Piacenza: 2012 - 2021 - 2017

Parma: 2012 - 2021- 2017

Reggio Emilia: 2017 - 2012- 2021

Modena: 2012 - 2017 -2021

Bologna: 2012 - 2021- 2017

Ferrara: 2012 - 2017 - 2021

Ravenna: 2012 - 2021 - 2017

Forlì: 2012 - 2021 - 2017

Cesena: 2012 - 2017 - 2021

Rimini: 2017 - 2021 - 2012

Su 10 città, 8 hanno registrato l’Estate più secca nel 2012, due nel 2017 e nessuna nel 2021. Al secondo posto, troviamo per 6 volte l’Estate 2021, per 3 volte l’Estate 2017 per una volta l’Estate 2012. Infine, 5 città hanno registrato il 2017 come anno meno secco, 4 il 2021 e una il 2012. Possiamo evincere, dai seguenti dati, un pattern chiarissimo: in termini di accumuli, l’Estate più secca del clima recente si conferma essere quella del 2012, seguita dal 2021 (anno in corso) e, infine, dal 2017. Queste tre, quindi, le estati “da podio” per la siccità estrema. Di conseguenza, quest’anno si sono registrati accumuli (generalmente) più elevati che nel 2012 ma (generalmente) più scarsi che nel 2017, collocando l’Estate che sta volgendo al termine a metà strada, in termini di scarsità di accumuli, tra le due estati più siccitose del nuovo secolo e millennio, ovvero quelle del 2012 e del 2017. Pertanto, il 2021 si classifica come anno con la seconda Estate più secca di (probabimente) sempre, o, sicuramente, del clima recente in Emilia-Romagna. Ecco il grafico storico, dall'inizio del secolo e del millennio in corso, relativo alla Romagna (ma valido anche per l'Emilia) dell'anomalia di precipitazioni estive, in cui è evidente il risultato a cui siamo giunti poche righe fa: con un'anomalia negativa del 63%, l'Estate 2021 si colloca come la seconda più siccitosa di sempre in questa regione, seconda soltanto all'Estate 2012 (anomalia negativa del 72%), ma più secca del 2017 (-62%) e del 2003 (-61%).

Non solo siccità estiva: è anche l’anno meno piovoso di sempre in questa regione, ecco i dati

Ebbene, le condizioni drastiche che si sono venute a creare negli ambienti dell’Emilia-Romagna non sono certamente soltanto il risultato della seconda Estate più secca da quando si effettuano misurazioni, ma anche dall’inizio anno meno piovoso della storia, specialmente nella sezione centro-orientale. Aiutiamoci con la seguente immagine, che indica gli accumuli precipitativi storici tra i mesi di Marzo e di Luglio in Romagna:

Come si evince dal grafico, con valori non troppo inferiori ai 200 mm il periodo Marzo-Luglio 2021 si classifica come il più avaro di precipitazioni di sempre in Romagna (gli stessi dati sono applicabili a gran parte dell’Emilia). Segue il 2017, con un accumulo anche in quel caso inferiore ai 200 mm ma maggiore che nel 2021; il 2003, con poco più di 200 mm, si colloca al terzo posto.

Capiamo quindi quanto quest’anno sia eccezionale in Emilia-Romagna non solo per la siccità estiva, ma anche per quella annuale: difatti, se l’Estate è stata la seconda più secca del clima recente, l’anno è, al momento, il più secco della storia.

SPI a 3, 6, 12 e 24 mesi: un metodo per determinare gli effetti della siccità 

Sicuramente, o con molta probabilità, avrete già sentito parlare dello “SPI”; ma di che cosa si tratta? Ebbene, lo SPI rappresenta un calcolo matematico complicato che mette in relazione le precipitazioni cadute in una determinata zona, l’evaporazione (o meglio, l'evapotraspirazione) e le temperature. Serve per stabilire come si presenta l’ambiente naturale e agricolo lungo un determinato lasso di tempo. Lo SPI calcolato in 3 mesi e in 6 mesi permette di stabilire se è presente siccità agricola-meteorologica, se si è in media oppure se c’è un surplus idrico: in poche parole, serve a capire se le precipitazioni cumulate in 3 e 6 mesi sono inferiori, uguali o superiori alle medie climatiche e se i terreni, di conseguenza, risultano, rispettivamente, secchi, normali per il periodo oppure in surplus idrico (pozze, allagamenti, eccetera). Andiamo dunque a vedere, grazie alle mappe Arpae qui di seguito, come si presenta lo SPI nel breve periodo, ovvero a 3 e 6 mesi:

Come possiamo notare, sia a 3 che a 6 mesi lo SPI risulta (ampiamente) negativo letteralmente in tutta la regione, con maggiori anomalie negative nelle aree centro-orientali: ciò ci permette di capire che tutta l’Emilia-Romagna presenta, come avevamo già intuito, condizioni di siccità agricola-meteorologica tra le moderate e le gravi. Lo SPI a 12 e 24 mesi, invece, ci permette di capire la situazione idrica nel sottosuolo, ovvero nelle falde. Se è in media, le falde acquifere non presentano anomalie; se è sotto media, c’è una carenza di acqua persino nel sottosuolo, a conseguenza di una siccità prolungata per 1-2 anni almeno; se è sopra media, c’è, invece, abbondanza di acqua. Ecco le mappe dello SPI a 12 e 24 mesi per il territorio emiliano-romagnolo:

Si evince che, nel lungo periodo, si salvano da condizioni di siccità estrema, ovvero quella siccità che influenza anche le falde acquifere sotterranee, soltanto porzioni dell’Emilia occidentale e dell’Alto Appennino; al contrario, la situazione è molto grave tra Bolognese e Ravennate e in tutta la Romagna, dove persistono condizioni davvero estreme di siccità. Ciò significa che, se la siccità estiva del 2021 e la siccità generale dell’anno in corso hanno interessato e stanno interessando tutta la regione, nel lungo periodo le zone più critiche si rivelano essere quelle delle aree centro-orientali, mentre nell’estremo ovest della regione e ad alta quota va decisamente meglio. Insomma, una siccità non solo stagionale e annuale per l’Emilia-Romagna, ma anche pluriennale.

Non solo carenza di precipitazioni: le temperature costantemente elevate hanno fatto il resto

Abbiamo visto come le precipitazioni estive in Emilia-Romagna, nel 2021, siano state le seconde più scarse di sempre da quando si effettuano misurazioni meteo; inoltre, l’inizio del 2021 è stato l’inizio anno più secco di sempre nella maggior parte del territorio regionale. È dunque evidente e chiara un’unica conseguenza per l’ambiente naturale: la siccità, una siccità davvero estrema. Tuttavia, ad aggravare ulteriormente la situazione sono state le temperature che si sono registrate quest’Estate. Se è vero che si è avuta una delle primavere più fresche di sempre, l’Estate 2021 è stata al contrario la più bollente di sempre nel continente Europeo (dati NOAA) e una delle più calde di sempre nella regione dell'Emilia-Romagna, non tanto come valori massimi assoluti, quanto per la durata e costanza del caldo africano. Cominciamo col dire che Giugno è partito, dopo i primissimi giorni, da un netto cambiamento termico rispetto alle precedenti fresche settimane di Maggio; per tutto il mese si sono registrati valori davvero elevati in tutta la regione, non estremi, bensì costantemente sopra media, facendo registrare valori di temperatura di non molto inferiori al bollente Giugno 2019. A Luglio non è andata diversamente: si contano sulle dita di una mano le giornate in cui si è stati sotto ai 30ºC come valori massimi e sotto ai 20ºC come valori minimi in tutte le aree di media-bassa quota della regione. Ma è stato il clima di metà Agosto che ha dato il colpo di grazia alla natura: valori vicini ai record storici si sono registrati nella porzione centro-orientale della regione, complici i tassi di umidità bassi dovuti al terreno estremamente secco. Si sono registrati valori massimi uguali o superiori ai 40ºC, nella giornata di Ferragosto, in ben 7 località regionali:

1- +41.1ºC presso la stazione meteorologica di Ponticelli di Imola (BO), sotto la foto dell’installazione;

2- +40.7ºC a Castrocaro (FC);

3- +40.3ºC a Sarsina (FC);

4- +40.3ºC ad Anzola Emilia (BO);

5- +40.2ºC a Monte Coralli (RA);

6- +40.2ºC presso un’altra stazione di Ponticelli di Imola (BO);

7- +40.0ºC ad Imola Autodromo (BO).

Queste le 7 località della regione che hanno raggiunto e/o superato la fatidica soglia dei 40 gradi centigradi, una soglia di temperatura di certo inusuale per una regione come l’Emilia-Romagna. Notevolissimi anche i +39.8ºC di Sibano, Marzabotto (BO), località valliva del medio Appennino Bolognese. Ecco le temperature massime registrate in regione durante la giornata più calda dell’Estate e dell’anno, ovvero quella di Ferragosto:

Analisi finale generale dell’Estate record del 2021 in Emilia-Romagna e foto esplicative, da terra e da satellite...non sono mancati nemmeno gli incendi

Siamo giunti alla conclusione di questo prolisso articolo che ha analizzato le condizioni di siccità estiva (e annuale) estreme in Emilia-Romagna, dovute sia alla carenza di piogge che alla presenza di temperature costantemente elevate durante l’Estate; inoltre, se non si fosse già capito, la (onni)presenza del Garbino, il vento di Föhn caldo e secco da SW, ha contribuito ulteriormente a seccare l'aria e i terreni di questa regione. Abbiamo scoperto, analizzando i dati, che ci siamo trovati di fronte alla seconda Estate più siccitosa di sempre in questa regione e all’inizio anno più avaro di precipitazioni di sempre. Inoltre, si è registrata l'Estate più calda di sempre in Europa e una delle più calde di sempre in Emilia-Romagna, “salvata” dalla top 3 per il rotto della cuffia grazie agli ultimi giorni del mese di Agosto che hanno fatto registrare valori localmente abbondantemente sotto media. Pertanto, è ora arrivato il momento di “vedere dal vivo”, o meglio, tramite foto, gli effetti di questa siccità e di questo caldo devastanti nella regione emiliano-romagnola. Vi lasciamo pertanto a un ricco repertorio di fotografie, con annessa didascalia, per capire una volta del tutto le condizioni estreme che si sono registrate (e che sono ancora in atto, siccome non sono ancora giunte piogge degne di nota) in questa regione dell’Italia Settentrionale. Buona consultazione!

 

Partiamo con un’analisi comparativa tra vari scatti satellitari, tutti registrati a fine Agosto, in diverse annate: 2012 (l’Estate più secca di sempre in E-R, prima foto dall'alto), 2017 (la terza Estate più secca di sempre in E-R, seconda foto dall'alto), 2021 (la seconda Estate più secca di sempre in E-R, terza foto dall'alto) e 2014 (una delle Estati più piovose di sempre in E-R, ultima foto dall'alto):

Scatto satellitare di fine Agosto 2012

Si nota chiaramente come il colore del terreno di questa regione rispecchi a perfezione i dati che abbiamo analizzato; quest'anno, siccità maggiore che nel 2017 e (poco) minore che nel 2012; due mondi a parte, invece, i confronti tra le Estati del 2012, 2017 e 2021 con quella del 2014, ricca di piogge.

Vediamo ora alcune foto dove si possono vedere incendi di (per fortuna) non grandissima entità, tuttavia piuttosto modesti; la prima foto viene dal medio Appennino Bolognese, le ultime due dalla Romagna:

È importante specificare una cosa: il territorio Emiliano-Romagnolo, e ancora di più quello Emiliano, non è, di sua natura, un'area soggetta ad incendi boschivi, come possiamo leggere in un documento regionale che tratta di questo argomento:

Pertanto, anche se qualche incendio qua e là si sia verificato anche durante altre annate (secche), quest'anno si e assistito ad un'anomalia notevole anche per quanto riguarda la diffusione degli incendi forestali.

Ecco a voi, ora, una serie di foto scattate sui colli bolognesi e a Bologna città (gentile concessione di Gian Marco Bellia, che ringraziamo), negli ultimi giorni di Agosto: condizioni da far accapponare la pelle...





 


 

E ora, alcune foto del parco urbano di Forlì, situazione ancora peggiore:

Ecco, inoltre, scatti di alcuni frutteti e vigneti Emiliano-Romagnoli:

Anche i campi di mais, piante che sono piuttosto resistenti alla siccità (piante C4), hanno raggiunto livelli da film, secchi come nel 2012:

E ora i colli modenesi, con una bella stazione meteo Davis Vantage Vue in primo piano:

Scorcio dall'alto dei colli bolognesi:


Condizioni di un ciliegio in piena estate:

E terminiamo il repertorio di foto drammatiche con alcuni scatti di webcam sparse tra Bolognese e Modenese:



Ringraziamo, per le foto e per le mappe:

- Arpae;

- Pierluigi Randi;

- Regione Emilia-Romagna;

- Associazione AsMer;

- NASA World View;

- tutti coloro che hanno scattato le foto di cui non sappiamo l'autore.

Si ringrazia, inoltre, l'associazione meteorologica Centro Meteorologico Bolognese per tutti i dati e per la maggior parte delle informazioni di questo articolo.

Speriamo dunque, cari lettori, che questo articolo vi sia piaciuto! Restate sintonizzati sul nostro sito e sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Tik Tok e, per qualunque domanda e curiosità, non esitate a contattarci! Buona giornata a tutti da Meteo Giuliacci.

Martin Maggioni Bellini

 

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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