In pubblicazione il 15 GEN 2019

Scuole chiuse nel comune di Ravenna dopo il terremoto della notte

Alcune repliche nella notte


Fonte Immagine: INGV

 

Una notte di paura in Romagna a causa della forte scossa di terremoto che 3 minuti dopo la mezzanotte ha scosso la regione. Una magnitudo di 4.6, una delle scosse piu' forti degli ultimi decenni in provincia, avvenuta così all'improvviso senza alcuna scossa minore prima. La terra ha tremato in provincia di Ravenna con epicentro tra Lido di Dante, Classe e Lido di Classe a circa 25 km di profondità. Una scossa breve ma piuttosto intensa che ha svegliato coloro che erano già a letto e terrorizzato tutti gli altri: la scossa è stata avvertità pero' anche nelle Marche, in Toscana, in Veneto e Friuli.

Poco dopo, alle 00.29, una nuova scossa di magnitudo 3.0 è stata registrata nella stessa zona, in realtà preceduta da un'altra scossa, alle 0.17, questa volta sulla costa ferrarese nella zona di Comacchio di magnitudo 2.1.. All'1.45 è toccato a Marina di Ravenna - Porto Corsini con una lieve scossa di magnitudo 2.2, alle 4.44 una scossa di magnitudo 2.0 si è verificata tra Villanova di Ravenna, Longana, Ravenna e San Pancrazio mentre alle 4.57 una scossa di magnitudo 2.0 è stata segnalata tra Godo, Piangipane e Villanova di Ravenna.

Il nostro territorio è sismico quindi questi eventi rientrano nella normalità: è stata si una delle scosse piu' forti degli ultimi anni ma non è stata la prima e non sarà l'ultima. Il Comune di Ravenna ha comunicato che oggi in via precauzionale le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse, in seguito alla scossa di terremoto di magnitudo 4.6 avvenuta sul territorio poco dopo la mezzanotte. Nel corso della giornata verranno effettuati controlli su tutti i circa 90 plessi scolastici del territorio comunale.
 

Ecco le scosse piu' conosciute che si sono verificate in queste zone


18.03.1624. ARGENTA, Magnitudo 5.5.
Epicentro a nord di Argenta. Nonostante la magnitudo non elevatissima, effetti del sisma amplificati dal fenomeno della liquefazione (uno dei primi casi accertati in Italia) che portano al crollo di molti edifici. Associato uno tsunami “interno” (rarissimo caso nel nostro paese) con le acque della Valle Padusa (il cui residuo attuale sono le Valli di Comacchio) che rompono gli argini ed invadono campagna ed Argenta. Una cinquantina le vittime accertate.

11.04.1688. ROMAGNA, Magnitudo 5.8.
Epicentro nei pressi di Cotignola, semidistrutta. Gravi danni a Bagnacavallo e Russi. Crolli minori a Forlì, Cesena e Bertinoro.

30 Dicembre 1967 ALFONSINE, Magnitudo 5.3
Forte sisma tra Alfonsine e Longastrino. Molti danni a chiese, qualche crollo di cornicioni e crepe in monumenti.

8 e 10 maggio 2000 FAENZA, Magnitudo 4.5
Serie di scosse di media intensità ma giornaliere che provocarono molta paura. Nessun danno



Fonte Articolo: Andrea Raggini

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