In pubblicazione il 7 AGO 2019

Situazione incendi in Siberia: il più grande disastro ecologico degli ultimi tempi

Quasi 170 mila tonnellate di anidride carbonica in atmosfera: pesanti effetti sul clima nei prossimi anni


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

La situazione incendi nelle vastissime lande siberiane sono da giorni completamente fuori controllo, i nuovi focolai che stanno nascendo si espandono più rapidamente di quanto se ne riesca a spegnere. 

L’estenuante lavoro da parte del personale specializzato del corpo forestale russo ha “salvato” dalle fiamme nell’ultima settimana 750 mila ettari di boschi. Nello stesso tempo, però, l’area afflitta dagli incendi è passata da 3 milioni a 4,5 milioni di ettari: giusto per farci un’idea concreta corrisponde ad una superficie pari alla Lombardia ed al Veneto messi insieme, o ancora meglio della sola Danimarca. I mezzi fisici per contrastare l’avanzare del fuoco, acqua e barriere, purtroppo contengono solo parzialmente, considerando anche l’impossibilità di raggiungere tali aree talvolta quasi ai confini del mondo.

Attualmente non è però possibile porre un rimedio per risolvere radicalmente il problema, ma occorre attendere l’arrivo di perturbazioni organizzate in grado di scaricare abbondanti piogge, ma questo generalmente avviene solo durante il mese di ottobre su quelle aree della Siberia. Gli incendi potrebbero quindi durare ancora per mesi e peggiorare la situazione già drammatica attuale.

Si calcola al momento che l’anidride carbonica emessa in atmosfera ha ormai raggiunto i 170 milioni di tonnellate, un valore pari all’emissione annuale di uno stato medio come il Belgio.

Tutto questo mentre si è annunciato il luglio più caldo della storia moderna, con una anomalia di quasi 1,2 gradi a livello planetario rispetto all’epoca preindustriale e +0,56 gradi se prendiamo in esame il solo trentennio 1981-2010. Nel luglio 2019 si sono difatti infranti record di temperatura in varie regioni del globo tra cui – giusto per citarne qualcuna - Francia, Regno Unito, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo e la stessa Alaska, in questi giorni alle prese con rovinosi incendi. Ad Anchorage per la prima volta si sono toccati i 34 °C di massima.

Ma il disastro è ben peggiore perché oltre all’emissione diretta va aggiunta anche quella indiretta, perché gli alberi passati a miglior vita non contribuiranno per i prossimi 4-5 anni all’assorbimento dell’anidride carbonica e rimpiazzarla con l’ossigeno.


Abbiamo naturalmente altri problemi non meno gravi, tra cui la scioglimento del permafrost su alcune aree, ovvero lo strato di terreno perennemente ghiacciato mantiene intrappolato il gas metano prodotto dai batteri nel terreno (gas che a sua volta è altamente infiammabile ma anche estremamente pericoloso se liberato in atmosfera come gas serra), inoltre il successivo deposito del particolato sui ghiacci artici faciliterà lo scioglimento dei tali.

Una vastissima coltre grigia ricopre i cieli di molte località dell’emisfero settentrionale, innescando difficoltà respiratorie e rischi per la salute a migliaia e migliaia di persone. Nei giorni scorsi il fumo ha raggiunto lo stretto di Bering e si è unito con quello dei tanti incendi che stanno affliggendo l’Alaska ed il Canada.

Tutti elementi, questi, che si ripercuoteranno sensibilmente negli anni a venire. Il più grande disastro ecologico degli ultimi anni.



Fonte Articolo: Andrea Tura

ULTIMI ARTICOLI

23 AGO
Inizia una lunga fase temporalesca al Centronord
21 AGO
Allerta arancione della Protezione Civile oggi e domani in Lombardia e allerta gialla su Piemonte, Toscana e Abruzzo
18 AGO
Nei prossimi giorni caldo in aumento a causa dell'alta pressione dell'Anticiclone Nord Africano, che insisterà soprattutto al Centro e al Sud
17 AGO
L'alta pressione dell'Anticiclone Nord-Africano scatenerà una nuova ondata di caldo, comunque meno intensa della precedente
22 AGO
Ma succede ogni anno e sembrerebbe non esserci nessun record
20 AGO
Forti raffiche di vento, operazioni difficili