In pubblicazione il 1 LUG 2019

Abbronzatura anche vestiti, Vero o falso?

UPF, l'etichetta sui vestiti anti ultravioletti. I tessuti più protettivi


Fonte Immagine: pinterest.com

 

Estate, la stagione del sole, delle vacanze, della tintarella, ma anche degli eritemi, delle scottature, dell’invecchiamento della pelle e del rischio di melanomi.

 

La capacità di penetrazione nella pelle dei raggi ultravioletti (UV)

 Infatti, se da una parteil sole aiuta a sintetizzare la vitamina D, combatte il rachitismo e la depressione, fa bene a livello psicologico e stimola la produzione di endorfine, dall’altra l’abbronzatura non è altro che un’autodifesa della pelle per proteggersi dai raggi solari e in particolare dai raggi ultravioletti (UV-A, UV-B, UV-C) che non scaldano, ma sono quelli che producono maggiori danni alla pelle. Ad esempio, gli UV-A entrano in profondità, distruggono il collagene, l’elastina e i piccoli vasi e invecchiano la pelle; gli UV-B penetrano nel nucleo delle cellule dell’epidermide mutando il DNA e inducendo a tumori cutanei. La necessità, quindi, di proteggersi dal sole è fondamentale. 

 

Basta mettersi sotto l’ombrellone o indossare una maglietta per proteggersi dagli UV?

La risposta è: assolutamente no perché i raggi solari attraversano anche i tessuti. Indossare una maglietta di cotoneè come spalmarsi una crema di fattore 5 e più la trama dei tessuti è larga più il “fattore di protezione” diminuisce. Tanto più il tessuto è chiaro, meno ha la capacità di trattenere la radiazione. Così come stare sotto l’ombrellonenon significa proteggersi perché la radiazione solare è riflessa dalla sabbia.

 E che dire dei costumi in nylon?Se bagnati, sono completamente “trasparenti” alla radiazione. 


 

Tessuti anti UV e l’etichetta UPF

Da qualche anno si stanno mettendo a punto dei nuovi tessuti che riescono ad assorbire i raggi solari. Ad esempio, nella viscosa sono stati inclusi dei bloccanti UV e delle molecole di ceramica a tal punto che il suo “fattore di protezione” è di 60. 

Da cchio all’etichetta sui vestiti! Infatti, è stato creato uno standard internazionale di misura (UV Standard 801) che garantisce una protezione quasi totale dei raggi nocivi. La portezione  è misurabile  misurabile secondo il parametro UPF (Ultraviolet Protection Factor, fattore solare di protezione UV) che deve essere riportato  sull’etichetta. Tale fattore è una stima della capacità di schermo del tessuto. Per esempio, per un tessuto classificato come UPF 30, si stima che su 30 unità di UV irraggiate soltanto una riesca a passare, e 29 siano schermate; l'efficacia sarebbe pertanto del 96.7%.

 

     



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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