In pubblicazione il 7 GEN 2020

Bioritmi lunari negli esseri viventi

Se non ci fosse la luna…


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

La forza di attrazione congiunta Sole-Luna sulla Terra provoca, oltre alle maree oceaniche, anche una tipica oscillazione giornaliera della pressione atmosferica la quale raggiunge un valore minimo intorno alle ore 4 e alle 16 locali e un valore massimo intorno alle 10 e alle 22.

L’ampiezza di tali oscillazioni è sì modesta, ma abbastanza intensa perché molti esseri viventi “pulsino” insieme a tale ciclo luni-solare.

Il granchio violinista, ad esempio, diventa più chiaro di notte ma scurisce con la luce diurna. Però, se tenuto all’oscurità anche per un mese, il suo orologio interno gli “ricorda” di cambiare colore ogni giorno, in sintonia con gli altri granchi che vivono in libertà alla luce del sole sulla spiaggia.

Sul litorale di Cape Cad, negli USA, la diatomea hantzschia virgata durante la bassa marea vive nella sabbia umida, tra la linea di alta marea e il bordo dell’acqua. Quando poi l’alta marea la sommerge, l’alga si rifugia sotto la sabbia, per poi riportarsi in superficie dopo circa 12 ore, al ritorno della bassa marea. Ma se la diatomea viene ora rinchiusa in un ambiente nel quale restino invariate la temperatura della sabbia e l’illuminazione, essa seguita a spostarsi tra la superficie e l’interno dello strato sabbioso, in sintonia con il ciclo delle maree semidiurne.

Molte specie viventi obbediscono invece a bioritmi circamensili palesemente armonizzati con le fasi lunari o con le variazioni di luminosità di questo gigantesco orologio cosmico.

Ad esempio, l’attività metabolica di molti organismi, misurata attraverso il consumo di ossigeno, è massima con la Luna piena o con la Luna nuova mentre è minima nel primo e terzo quarto.


Il granchio violinista – e come lui molti altri esseri marini – invece aspetta il buio della Luna piena per dare inizio all’accoppiamento. Le femmine attenderanno l’alta marea della successiva Luna piena per rilasciare le uova le quali si schiudono, poi, con la Luna nuova o con la Luna piena.

Analogo comportamento hanno gli argentei pesciolini della Baia della Bassa California le cui femmine emergono in massa in superficie nelle notti di novilunio o plenilunio, per depositare le uova sulla sabbia in un piccolo foro dove poi i maschi vanno a immettere il proprio sperma. Le uova così fecondate hanno tempi di maturazione scanditi dal ciclo lunare e le larve si schiuderanno dopo 2 settimane, quando l’alta marea sollevata dalla Luna piena consentirà loro di tuffarsi nelle acque dell’oceano.

Nei banchi coralliferi del Pacifico vive un verme, l’Eunice Viridis, lungo circa mezzo metro e che, per la fecondazione, risale in superficie solo una volta all’anno, nella notte di maggio nella quale cade l’ultimo quarto di Luna.

La puntualità di questo convegno amoroso è ben nota agli indigeni i quali ne approfittano per attendere al varco, in quella notte, il prelibato verme.

Un’altra specie di vermi, i Platelminti, dopo essere stati rinchiusi a lungo in un ambiente buio, quando riemergono dall’oscurità, si dirigono verso nordovest se vi è Luna nuova e verso nordest, invece, in presenza di Luna piena

Artioclo tratto dall’opera “Se non ci fosse la luna” Autore Mario Giuliacci.- Mursi Editore



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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