In pubblicazione il 2 GEN 2021

Epifania, tra mito e leggenda

Da dove deriva la tradizione di fare doni


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

La festa dell’Epifania, dal greco antico  ἐπιφάνεια che significa “manifestazione”, è celebrata il 6 gennaio, dodici giorni dopo il Natale: esattamente 6 giorni in dicembre e 6 giorni in gennaio.


I RE MAGI


Secondo la religione cristiana, in questo giorno, i Re Magi raggiunsero la grotta di Betlemme guidati da una stella cometa ed offrirono i doni a Gesù bambino che appunto si “manifestò”. Questi re stranieri colpiscono l’immaginazione dei bambini che, impazienti, attendono il giorno dell’Epifania per collocare finalmente le loro statuine nel presepe: simbolo dell’incontro tra Oriente ed Occidente, arrivano con animali sconosciuti, indossano abiti di foggia inconsueta e portano doni misteriosi.

 

EPIFANIA E BEFANA

Ma l’Epifania è anche identificata con la Befana, termine distorto di Epifania, che ha l’aspetto di una vecchia che porta doni ai bambini buoni nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. L’origine della Befana, come quasi tutte le tradizioni, affonda le sue radici nella cultura contadina. Anticamente, nella dodicesima notte dopo il solstizio invernale, i contadini celebravano la morte e la rinascita della Natura; la notte del 6 gennaio, infatti, madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l'anno, distribuisce doni e dolci, intesi come semi che porteranno frutti l'anno successivo ed è pronta ad essere bruciata per poi rinascere più forte. E’ ancora molto radicata la tradizione di accendere falò il giorno della Befana e trarre dalla direzione del fumo previsioni per l’anno che arriva.

Tratto  da:                                                                                                                                           Adriano Mazzarella: Meteo…mania: il meteo e il clima nel quotidiano e nella storia, Aracne editrice, 2011             ISBN 978-88-548-3820-8

Adriano Mazzarella                                                                                                                                   Prof. di Meteorologia e Climatologia                                                                                                      Direttore Osservatorio Meteorologico – Università di Napoli Federico II                                                               email: [email protected]ina.it



Fonte Articolo: Prof. Adriano Mazzarella
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