In pubblicazione il 5 OTT 2019

I bioritmi circadiani anche nell’uomo

Le nostre funzioni vitali seguono giornalieri


Fonte Immagine: wikipedia

 

Anche nell'uomo sono presenti ovviamente i bioritmi nell’arco delle 24  noti come ritmi circadiani. 

Il termine "circadiano" deriva dal latino circa diem e significa appunto "circa un giorno".

Ne sono stati individuati addirittura più di cento con periodicità circadiana e che influenzano le principali funzioni dell'organismo come la temperatura corporea, i livelli ormonali, le frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la soglia del dolore, il ritmo sonno-sveglia.

 Ad esempio, al mattino la temperatura corporea è più bassa, di quasi 1 grado, rispetto al pomeriggio ed  infarti e  ictus sono più frequenti al mattino, tra le 7 e le 12, quando il sangue coagula più facilmente. A chi pratica poi attività sportive viene suggerito di fissare gli allenamenti nella seconda parte del giorno, quando temperatura corporea, forza, flessibilità muscolare e soglia del dolore raggiungono il massimo valore.


Anche la pressione sanguigna aumenta al mattino e rimane elevata fino al tardo pomeriggio, per poi diminuire fino a raggiungere un valore minimo nella notte.

Anche le modalità del sonno seguono un ritmo circadiano. E' infatti più probabile prendere sonno nelle tarde ore notturne quando la temperatura corporea è bassa mentre è facile svegliarsi intorno alle 6-8 del mattino, ossia nel momento in cui la temperatura dell'organismo risale.

 Ritmi circadiani anche per la produzione di ormoni. Ad esempio, il Cortisolo, che regola il metabolismo e il sistema immunitario, ha i suoi livelli più alti tra le 6 e le 8 del mattino.

I bioritmi influenzano anche l'efficacia  dei farmaci somministrati, tanto che allo scopo è nata di una nuova disciplina , la  Cronoterapia  (o  Cronofarmacologia ). Ad esempio, al pomeriggio è minore la dose di anestetico necessaria per provocare analgesia o assopimento.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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