In pubblicazione il 12 LUG 2021

L’ESTATE ci rende più PIGRI, lo dice anche la Scienza

La bella stagione porta più distrazioni, ma anche condizioni ambientali sfavorevoli al lavoro fisico e mentale


Fonte Immagine: Pixabay modificata

Una recente ricerca conferma scientificamente ciò che già ai più appariva evidente: in estate siamo in effetti meno produttivi e, in particolare, il nostro cervello sembra davvero perdere smalto! Una delle cause fondamentali individuate dai ricercatori è la “motivazione”. 


Quante distrazioni quando arriva la bella stagione

In pratica diventiamo meno svogliati perché aumentano le distrazioni: quando il sole splende alto in cielo e l’aria è calda, il richiamo delle attività di svago diventa irresistibile, mentre concentrarsi su studio o lavoro appare più difficile del solito. Del resto già nel 2008 uno studio condotto utilizzando i dati raccolti dall’American Time Use Survey aveva svelato come durante i giorni piovosi le persone lavorino mediamente circa 30 minuti in piùrispetto alle giornate soleggiate. Nel 2012 invece un team di ricercatori provenienti dall’Università di Harvard e dall’Università della Carolina del Nord hanno portato avanti una campagna di studio su un gruppo di impiegati di una banca giapponese, analizzando il tempo impiegato nel gestire le pratiche di mutui e finanziamenti: ebbene, i lavoratori si sono dimostrati chiaramente più produttivi nelle giornate di cattivo tempo.


Il caldo è nemico di chi lavora

Ma non è solo la prevalenza di giornate belle e soleggiate a rendere l’estate nemica della produttività. Fra le caratteristiche tipiche della stagione c’è infatti, oltre al sole, soprattutto il caldo, che specie se accompagnato da alti tassi di umidità (e quindi afa) può creare condizioni ambientali sfavorevoli all’organismoe quindi anche alla sua capacità di svolgere attività fisiche e intellettuali. Diversi studi infatti hanno dimostrato come il caldo afoso sia capace di far calare drasticamente la capacità di concentrazione aumentando al contrario la sonnolenza. E, aspetto forse meno evidente ma sicuramente altrettanto importante, con il caldo intenso diminuisce anche la capacità della mente di articolare pensieri complessi: in particolare una recente ricerca ha evidenziato come in presenza di temperature elevate e afa le persone tendano a farsi meno domande e il pensiero si faccia chiaramente meno critico



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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