In pubblicazione il 15 APR 2022

La Guerra d’Inverno fra Russia e Finlandia fu decisa dal clima

Le incredibili caratteristiche di un inverno davvero eccezionale decisero le sorti del conflitto


Fonte Immagine: Autore anonimo finlandese

Spesso in passato il gelo e la neve hanno giocato un ruolo fondamentale nelle guerre combattute dalla Russia, e il più delle volte a suo vantaggio. Tuttavia, almeno in un’occasione, ovvero durante la Guerra Russo-Finnica (nota anche come Guerra d’Inverno), fu proprio l’esercito russo a pagare lo scotto dei rigori dell’inverno. 


Un patto per invadere la Finlandia

Nell’agosto del 1939, assieme al patto di non aggressione, Russia e Germania siglarono anche un protocollo segreto con cui stabilivano di spartirsi l’Europa Orientale, destinando alla sfera d’influenza russa Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia. Il compito di occupare la Finlandia venne affidato al generale Meretskov, che confidava di piegare la resistenza nemica nell’arco di poche settimane. Insomma, il destino del paese nordico sembrava segnato. Inizialmente, quando il 30 novembre 1939 le truppe russe passarono il confine finlandese, le cose sembrarono prendere la piega migliore per il generale Meretskov: gli oltre 1000 chilometri di frontiera erano difatti scarsamente presidiati da truppe finlandesi peraltro male equipaggiate e ancor peggio addestrate. E anche il tempo, in una prima fase, sembrò sorridere ai circa 600 000 soldati russi in veloce avanzata: una spesso strato di ghiaccio copriva difatti laghi e fiumi, consentendone il facile attraversamento, mentre lo scarso manto nevoso rendeva ancora percorribili tutte le strade. Tuttavia, ciò che l’alto ufficiale non poteva sapere, è che lo attendeva un inverno eccezionalmente rigido, come non se ne vedevano dal lontano 1828. 


Il gelo più forte dei cannoni

Per le truppe finlandesi, un’accozzaglia di riservisti senza specifica preparazione alla battaglia, alla vigilia dell’inverno la situazione sembrava disperata, ma il comandante in capo Mannerheim decise di adottare una strategia che, complice il clima eccezionale di quell’inverno, si rivelò poi vincente: sparpagliare le sue truppe in tanti piccoli gruppi dediti ad attività di guerriglia. In effetti i finlandesi compensarono con la tenacia e la fantasia ciò che mancava loro in termini di armamenti e addestramento, e approfittando della perfetta conoscenza del territorio e del sostegno della popolazione locale riuscirono a bloccare l’avanzata dell’Armata Rossa. Ma quello che per i russi poteva trattarsi solo di un fastidioso ritardo si tramutò nel rischio di una pesante disfatta quando la stagione invernale entrò nel vivo. Come non accadeva da oramai più di un secolo, un’incredibile ondata di gelo fece scendere le temperature anche di oltre 40 gradi sotto zero e bloccò quasi del tutto le operazioni dell’Armata di Meretskov, mentre migliaia di soldati russi, forniti di abiti poco pesanti per una guerra che doveva concludersi entro fine autunno, morirono congelati. Solo grazie a intensi bombardamenti aerei, a inizio primavera i russi spinsero il governo finnico ad accettare un armistizio con il quale ottennero però la cessione di appena un decimo del territorio finlandese. Insomma, se durante la Seconda Guerra Mondiale la Finlandia mantenne la propria sovranità, molto del merito va proprio a quell’inverno eccezionalmente gelido!   

 

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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