In pubblicazione il 25 APR 2019

La solita diatriba tra "freddofili" e "caldofili" già iniziata

Ma chi ha ragione? Entrambi!


Fonte Immagine: pinterest.com

 

Da maggio e fino ad ottobre sono certo, per esperienza, di essere costretto ad intervenire nella annosa disputa tra caldofili e freddofili  almeno un centinaio di volte

 

Allora chi ha ragione? 

Riposta: Entrambi!!! Risposta salomonica, penserete! No, di certo!

Smetterete di accapigliarVi quando avrete capito ed accettato il seguente assioma: 

 

 A parità di temperatura e umidità, c'è chi avverte "freddo" e chi avverte "caldo". 

Questo perché ognuno di noi è un’isola a parte per quanto riguarda le sensazioni termiche perché l’irrorazione sanguigna periferica (mani, piedi, testa) dipende, oltre che da malattie cardiache o circolatorie, da molti fattori genetici: numero di pulsazioni, capillari più o meno superficiali o più o neo elastici,  fototipo, il sesso, l’età). 

 

Fototipo


La pelle è diversa da persona a persona tanto che coloro che hanno occhi azzurri e pelle molto chiara (come me!)  e/o lentigginosa rischiano di ustionarsi quando esposti al sole estivo, mentre quelli che hanno pelle un po’ scura, tipica dei paesi mediterranei, si abbronzano senza scottature e senza avvertire troppo caldo.

 

Il sesso?

Ma certo! E’ accertato che, per questioni ormonali, le donne avvertono, a parità di temperatura, mediamente mezzo grado in meno rispetto agli uomini.  Ecco perché circa l’80 delle donne  avverte più freddo degli uomini.

 

L’età? Ma certo anche l’età. Anziani più sensibili al caldo e al freddo

La maggior parte degli anziani mal sopporta la calura perché l’anziano ha ormai mal funzionante il sistema di termoregolazione corporea. Tale termostato impone al corpo di sudare e quindi raffreddare per evaporazione la pelle se fa caldo. Negli anziani si ha una più ridotta sudorazione – e quindi maggiori sensazioni di caldo -  perché i loro tessuti contengono meno acqua.  

Ma lo stesso sistema di termoregolazione fa restringere i capillari con il freddo, con conseguente minore apporto di calore nella parti periferiche onde favorire un maggiore apporto di calore agli organi più vitali (cervello, cuore, polmoni).  Ma tale rallentamento della circolazione periferica è massima negli anziani. 

Per di più il nostro termostato  stimola brividi  su tutti i muscoli se fa freddo, perché i brividi non sono altro che uno strofinio  tra le fibre muscolari e si sa che lo strofinio che per attrito produce calore. 

 Ma questi riflessi condizionati contro il freddo sono ormai un po’ appannati negli anziani i quali a parità di temperatura avvertono in genere quindi più freddo che i giovani. MEMENTO!



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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