In pubblicazione il 16 GEN 2021

La storica nevicata del 13-17 gennaio 1985, nevicata del secolo

La più forte nevicata degli ultimi 120 anni a Milano, minime record in Toscana ed Emilia


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

La nevicata del 1985, nota nell'Italia Settentrionale come nevicata del secolo, fu una precipitazione nevosa che si abbatté su gran parte dell'Italia centro-settentrionale fra il 13 e il 17 gennaio 1985, provocando grandi disagi.


La storia della nevicata


A partire dal 4 gennaio, una massiccia ondata di aria artica siberiana raggiunse il Mediterraneo. L'ondata di freddo in un primo momento, provocò estese nevicate su Toscana, Umbria, Marche, Lazio (Roma compresa), Campania e anche, in misura minore, in Pianura Padana. A causa dell’alta pressione dell’anticiclone russo e consegunte serenità de. cielo,  il raffreddamento notturno  fece scendere le temperature minime in Toscana ed Emilia-Romagna  anche al di sotto di -20 °C, -14.5°C a Milano

La nevicata storica a Milano
Successivamente, tra il 13 ed il 17 gennaio 1985, una depressione centrata sul mar di Corsica mantenne in vita per 5 giorni forti e umidi venti e umidi di Scirocco. Tali venti caldi, costretti a scivolare al di sopra dello spesso cuscinetto di aria gelida che ricopriva tutto i Centronord, provocarono quella che è ancor oggi ricordata a Milano come la nevicata del secolo o la nevicata dell'85, costituendo la nevicata più forte registrata a Milano nel XX secolo.

In una sola nevicata, che durò oltre 72 ore, caddero tra i 70 ed i 90 cm di neve. Il totale dei centimetri di neve caduti raggiunse livelli record: 20 centimetri a Genova, 30 a Venezia, 40 a Padova e Treviso, 50 a Udine e Vicenza, 60 a Biella, 80 a Bologna, 110 a Como, 122 a Varese, fino a 160 cm in Valganna a nord di Varese. Da 130 a 150 cm a Trento. A Milano, dopo 4 giorni e 3 notti di nevicata, il manto nevoso arrivava fino a 90 cm. Nevicò addirittura a Cagliari e in tutta la Sardegna.

Caos a Milano
L'eccezionalità del fenomeno provocò caos e problemi in tutto il Nord Italia, impreparato ad una simile situazione. Inoltre, parte delle attrezzature antineve della metropoli lombarda erano state precedentemente inviate a Roma, dal momento che la Capitale era già stata bloccata, il 6 gennaio, da una nevicata di dimensioni anomale per il luogo.
Milano restò bloccata per tre giorni, con le strade invase da bambini in slittino e buontemponi con gli sci. Alcune strade furono nuovamente rese agibili al traffico dopo l'intervento dei carri armati della caserma Perucchetti, ubicata entro la città, per cercare di liberare le strade principali urbane schiacciando e spostando la neve.
Vennero impiegati 650 militari di leva tutti acquartierati in caserme entro la città o nei dintorni. Solamente le automobili con le catene montate sulle ruote erano in grado di circolare per le strade cittadine.

Danni ingenti
Per il carico eccessivo della neve, crollò il tetto del velodromo Vigorelli, mentre il nuovo palazzo dello sport (costruito nove anni prima, vicino allo stadio di San Siro), venne completamente distrutto e mai più ricostruito. I tetti di molti altri edifici pubblici e privati crollarono a causa del peso della neve accumulata, tra cui uno dei due padiglioni palestra della scuola del Sole, nel parco Trotter, mentre lungo le strade abbondavano i rami degli alberi che avevano ceduto per l'accumulo nevoso. In Lombardia le scuole restarono chiuse per una settimana, tranne a Milano, dove vennero aperte prima. L'esercito intervenne per le principali arterie del centro, le vie minori non poterono essere sgomberate. Per rimuovere la neve dalle strade erano stati forzatamente utilizzati mezzi non specifici (ad es. gli escavatori) che l'avevano accumulata in alcuni punti dei marciapiedi, o tra le strade e i marciapiedi, rendendo ancor più difficile la circolazione del pedoni e i loro attraversamenti delle strade. L'amministrazione comunale milanese venne accusata di non aver provveduto a compilare in autunno la lista degli spalatori di neve occasionali da mobilitare per le emergenze neve; a tale accusa venne risposto che al solito appello annuale non vi era stata adeguata risposta di potenziali spalatori.

Gli accumuli della neve, raccolta entro il centro urbano da vari autocarri, vennero scaricati in campi periferici alla città, dove resistettero fino a fine primavera, annerendosi sempre più col passare del tempo a causa dell'inquinamento cittadino.



Fonte Articolo: Andrea Raggini

ULTIMI ARTICOLI

Temperature a 1500m ca nei prossimi 10 giorni
26 FEB
Modelli in parziale disaccordo
26 FEB
Prosegue il dominio incontrastato dell'anticiclone, anche se il suo parziale indebolimento, concederà in Emilia-Romagna un lieve calo delle temperature e un ritorno a valori più consoni del periodo
26 FEB
Le ultime proiezioni dei modelli previsionali indicano la probabile data del prossimo generalizzato peggioramento del tempo
25 FEB
Fa caldo per il periodo...troppo caldo! Le conseguenze
27 FEB
Secondo la statistica climatica https://www.youtube.com/watch?v=IcOh1T7NR8I
24 FEB
Temperature insolitamente miti in un’ampia fetta del continente asiatico con veri e propri valori record in Cina, Mongolia e Giappone
23 FEB
Statistiche e curiosità riguardanti le nevicate che hanno imbiancato la Capitale nel corso degli ultimi 100 anni