In pubblicazione il 5 NOV 2019

L'alluvione del novembre 1966 a Trento | VIDEO

Non solo Firenze, anche a Trento alluvione storica

 

 

Non solo Firenze e Venezia ma anche Trento. Le piogge incessanti del Novembre 1966 colpirono pesantemente anche il Trentino Alto Adige portando alluvioni e morti. In Val Cellina caddero in pochi giorni ben 711 mm, a Passo Cereda 485 mm in due giorni, peggio della storica, fino a quel momento, alluvione del 1882. Il mese di Ottobre fu molto piovoso e fiumi e bacini erano già pieni, le piogge eccezionali di inizio novembre fecero quindi degenerare la situazione. Il tutto fu aggravato dai venti di scirocco che portarono la risalita della quota neve ad oltre 2500 metri provocando il disgelo della neve precedentemente caduta. A Trento l’Adige ruppe gli argini verso le 23 del 4 novembre nei pressi di Roncafort allagando le campagne circostanti e dirigendosi verso la città seguendo grosso modo l’antico alveo. La causa della rottura va ricercata nelle grandi masse d’acqua e nel materiale portato a valle dagli affluenti del fiume, soprattutto dall’Avisio. Tutti i corsi d’acqua minori erano in piena. Al contrario di quella di Stramentizzo, la diga di S. Giustina, in Valle di Non, riuscì a trattenere l’irruenza del Noce fissando il suo livello oltre il limite di massima tenuta. La coraggiosa decisione di non spalancare le saracinesche fu presa dall’ing. Menna, l’allora capo del Genio Civile, che lasciò elevare il livello del serbatoio fino a quota 531, un metro sopra il limite massimo. In una notte la città conobbe la più grande inondazione che la storia documentata ricordi. In piazza della Portela l'acqua supero' di 40 cm il livello del 1882. La tragedia fu doppia visto che all'acqua e fango si mischiarono nafta dalle caldaie allagate, la benzina e il gasolio dei depositi di carburante e dei serbatoi dei distributori di benzina. Nell valli interi paesi furono sommersi da acqua e fango, ponti e strade distrutti. I più intensi e pericolosi fenomeni di frana si ebbero a Mezzano, Pieve, Centa, Strigno, Villa Agnedo, Ches e Bocenago, Canal San Bovo, Chieppena, Cassana, Valfloriana. Tutte le valli subirono gravi inondazioni e frane.




Fonte Articolo: Andrea Raggini

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