In pubblicazione il 9 AGO 2021

Le tragedie greche svelano il clima dell’Antichità

Nei testi della Grecia Antica si trovano preziose informazioni sulle condizioni climatiche del Mediterraneo di oltre 2000 anni fa


Fonte Immagine: Leo von Klenze

Le tragedie greche rappresentate nell’Atene classica possono raccontarci molte cose sul clima del Mediterraneo nell’antichità. E ciò che sostengono due ricercatori greci che hanno pubblicato di recente i risultati del loro lavoro sulla rivista scientifica Weather. Ma cosa hanno scoperto esattamente gli studiosi? 


Eschilo e Sofocle ci raccontano il clima passato

Gli autori dello studio hanno preso in esame le opere rappresentate ad Atene nel IV e V secolo avanti Cristo, analizzando sia il contenuto delle stesse che la data della loro rappresentazione per ottenere preziose informazioni sul clima dell’epoca. In particolare la ricerca è stata condotta su 43 opere scritte dai più importanti autori di tragedie e commedie di quel periodo, tra cui Eschilo, Sofocle, Euripide e Aristofane. Nella maggior parte delle opere analizzate gli studiosi hanno trovato preziosi riferimenti riguardanti il clima, e hanno così potuto stabilire che nel IV e V secolo avanti Cristo gli abitanti di Atene, e più in generale le civiltà che si affacciavano sul Mediterraneo Centrale e Orientale, godevano di estati lunghe, asciutte e calde. Ma informazioni altrettanto interessanti gli autori della ricerca le hanno ottenute dalle cronache del tempo e in particolare dalle date in cui le opere venivano rappresentate nonché da eventuali rinvii: tragedie e commedie infatti venivano messe in scena all’aperto, nel Teatro di Dionisio che sorgeva sul pendio meridionale dell’Acropoli, e quindi la possibilità che l’evento avesse luogo dipendeva inevitabilmente dalle condizioni meteorologiche. Insomma, tante informazioni che hanno permesso di ottenere anche un quadro delle condizioni climatiche invernali. Ecco allora il l’inverno mediterraneo di oltre 2000 anni fa.


Tempo delizioso anche nella stagione invernale

Dall’attenta analisi delle date in cui le prestigiose opere venivano rappresentate, i ricercatori hanno scoperto che quasi ogni anno gli ateniesi si godevano gli spettacoli teatrali anche nel pieno dell’inverno, tra il 15 gennaio e il 15 febbraio, e che i rinvii dovuti a condizioni meteo avverse erano davvero rari, anche durante i mesi autunnali e invernali. Da ciò se ne deduce chiaramente che all’epoca gli inverni erano decisamente dolci, caratterizzati da un elevato numero di giornate soleggiate e da temperature nel complesso miti. E che gli ateniesi fossero abituati a inverni decisamente miti e gradevoli lo confermano indirettamente anche le trame delle commedie di Aristofane, dove spesso si fa riferimento a “giornate dal tempo delizioso” anche nel pieno della stagione invernale.

 

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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