In pubblicazione il 5 GEN 2019

Ojmiakon, Siberia. Come si vive a 49 gradi sotto zero

Vi è un villaggio nel luogo più freddo della terra

Ojmiakon, Siberia
Ojmiakon, Siberia
Fonte Immagine: wikipedia

 

Oggi, 5 gennaio 2018 la vicina stazione meteo di Ojmiakon, un villaggio di 850 anime nella parte nord orientale della Siberia, ha registrato una temperatura minima di -49°C.

Immagine: Temperature minime osservate in Siberia il 5 gennaio

Appartiene a tale stazione il record di freddo mai registrato in un centro abitato (sembra – 83 °C 1916).

Eppure qui, contrariamente a quanto si possa pensare, anche oggi  la vita nel villaggio  scorre normale. 


Per Noi 49 gradi sotto zero sarebbero mortali, invece qui anche oggi si sono  svolte le normali attività quotidiane: scuole aperte, chi occupato nel taglio della legna da ardere,  chi nella pesca,  che nella caccia la caccia a renne  e cervi che qui abbondano, chi occupato nell’allevamento di cavalli per procurarsi latte oltre che carne.

Ovviamente le pratiche agricole sono qui impossibili e quindi nell’alimentazione mancano quindi ortaggi e verdure, alimenti ai quali Noi attribuiamo un valore nutrizionale immenso per il nostro organismo. Ma paradossalmente invece è il luogo della Russia ove le aspettative di vita sono molto più elevate tanto che ci sono molti ultracentenari. 

Ma ecco qui di seguito alcuni aspetti curiosi della vita a Ojmiakon

  • Le attività umane sl interrompono quando la temperatura scende sotto -52 gradi, perché stare all’aperto con freddo così estremo si rischia la vita
  • qui ovviamente non servono frigo o congelatori
  • il pesce congela appena circa 30 secondi dopo essere stato pescato
  • il villaggio è raggiungibile solo con fuori strada dotati di doppi vetri e con l’accortezza di non spengere il motore nelle soste perché poi non ripartirebbe
  • il latte dei cavali allevati è così nutriente da sopperire alla mancanza di alcuni alimenti
  • in inverno la luce del sole qui dura appena 3 ore

 

Freddofili, fatevi..avanti, qui Vi aspettano!



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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