In pubblicazione il 7 GEN 2020

Piogge, pioviggine, rovesci, nubifragi, neve, nebbia, rugiada, brina

La esatta definizione internazionale


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Le manifestazioni  visibili della condensazione del vapore acqueo sono denominate “idrometeore”., delle quali qui di seguito è riportata una breve ma rigorosa definizione, secondo le norme dettate dall’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale):

Pioggia: precipitazione liquida costituita da  gocce di diametro superiore a 500 micron. Quando poi giunge al suolo, la pioggia si differenzia in base alla intensità, al diametro delle gocce e alla velocità di caduta. In tabella sono appunto  i valori medi del diametro delle gocce, della velocità di caduta al suolo e della densità della pioggia, a seconda della intensità della precipitazione..

      

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Pioviggine: precipitazione liquida costituita da gocce di diametro tra 250 e 500 micron circa. L’intensità della pioviggine è in genere inferiore a 1 mm all’ora.

Rovescio: precipitazione intensa di breve durata, di pioggia o neve o grandine. È un fenomeno legato alla presenza di nubi a forte sviluppo verticale (cumulonembi, Nembostrati)


nubifragio: accumuli di pioogia supeioria 30mm in un’ora. Nubifragio è quello che ora per compiacere ai mass media viene chiamato impropriamente “bomba d’acqua”

I nubifragi danno luogo spesso all’insidioso fenomeno del Flash flood (alluvione lampo: Vedi QUI )

Grandine: precipitazione di chicchi di ghiaccio che cadono dalle nubi temporalesche. Affine alla grandine è la gragnola (termini equivalenti: gragnuola, graupel, snow pellets), costituita da pallini che hanno un nucleo opaco di cristalli di neve circondato da uno strato trasparente di ghiaccio. I pallini, di diametro intorno 2-5 mm,  cadono di solito in occasione di temporali e pioggia, hanno una densità minore della grandine e rimbalzano al suolo quando cadono.

Neve: precipitazione di cristalli di ghiaccio, generalmente aggregati in fiocchi. Nel nevischio i fiocchi hanno dimensione dell’ordine di 1mm di diametro.

Nebbia e foschia:  goccioline di acqua, in sospensione in prossimità del suolo e aventi un diametro di 5-10 micron. Per convenzione si parla di nebbia se la visibilità orizzontale  è inferiore ad 1 km; si ha invece foschia se la visibilità è compresa tra 1 e 10 km. Le nebbie possono essere generate dal raffreddamento dell’ara prossima al suolo, nelle notti calme e serene come quelle che in inverno-autunno si formano sulla pianura padano-veneta. Spesso però le nebbie si generano per scorrimento di una massa d’aria umida su un suolo via via più freddo (nebbie da avvezione) un fenomeno frequente lungo le nostre coste, quando arrivano i venti di Scirocco. Le nebbie hanno spessore dell’ordine di 50-200 metri. 

Rugiada e brina: gocce di acqua che, nelle notti calme e serene, condensano, per raffreddamento notturno,  sugli oggetti al suolo non più alti di 20-50 cm. Se la temperatura notturna scende sotto zero gradi la condensazione dà luogo a cristalli di ghiaccio e si ha la brina.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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