In pubblicazione il 29 DIC 2019

Scie chimiche: ecco la risposta dell’aeronautica militare italiana

La risposta è dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico ed è stata postata come commento anonimo sul sito della Redazione Blue Planet Heart


Fonte Immagine: Aeronautica Militare

 

Ormai il fenomeno della bufala delle scie chimiche e dei seguaci di questa specie di movimento settario e delirante cerca di infilarsi in tutti i modi negli ambienti più vicini alla “fonte” delle scie di condensazione ma, come accaduto in questo caso, più ci si rivolge a organi ufficiali, più la scientificità rende davvero vano ogni tipo di attacco o mistificazione della realtà.

La domanda che è stata posta all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Aeronautica Militare Italiana è stata praticamente la seguente: “Perchè le scie che rilasciano gli aerei sui cieli italiani persistono per ore, da quali composti chimici sono composti?”

E questa è stata la bellissima e stupendamente tecnica risposta della nostra Aeronautica Militare:

Buongiorno, in riferimento alla sua e-mail le spieghiamo quanto segue: le scie che seguono gli aerei in volo sono generate dalla condensazione del vapor d’acqua e sono di due tipi. Le une, durature e visibili anche da lontano, le altre effimere e visibili soltanto da vicino. Quelle brevi ed effimere si formano sulle estremità delle ali e dei timoni e sono dovute alla condensazione rapida dell’umidità propria dell’aria, raffreddata istantaneamente nei due processi di rapida compressione generata dal passaggio del velivolo e nella successiva ancor più rapida espansione che ne segue. (dette trecce di berenice NDR)

Quelle più voluminose e persistenti nel tempo sono dovute al raffreddamento e alla rapida condensazione, su nuclei solidi ionizzati, delle grandi quantità di vapore acqueo presenti nei gas espulsi dai motori a getto. Le nuove generazioni di motori che equipaggiano i moderni aeroplani a reazione, per avere un miglior rendimento termodinamico dato dalla differenza di temperatura tra la camera di combustione e l’ambiente esterno, impiegano miscele di acqua e carburante la cui combustione genera le enormi quantità di vapore acqueo che sono all’origine delle scie. Perché una scia sia visibile da terra e perduri nel tempo tanto da mostrarsi come una nube allungata, l’aereo che la genera deve volare in una fascia dell’atmosfera in cui la temperatura dell’aria sia inferiore a 36 gradi centigradi sotto lo zero e sia presente una quantità opportuna di umidità nell’aria stessa.


Poiché la temperatura dell’atmosfera diminuisce man mano che si sale in quota, le scie si formano soltanto alle alte quote di volo dei jet. Ciò non avviene se l’umidità ambientale è al di sotto di un valore di soglia che dipende anch’esso dalla temperatura dell’aria. In conclusione se il jet vola in una zona dell’atmosfera abbastanza fredda e umida si forma ma evapora immediatamente per cui non è osservabile da terra. Per le caratteristiche termodinamiche dei motori, per le quote di volo e per la localizzazione, la quasi totalità delle scie che si osservano in cielo sono prodotte dai jet di linea degl operatori commerciali. La loro durata è variabile da pochi istanti a minuti e talvolta a ore, in dipendenza dell’umidità, delle temperature e in genere delle condizioni termodinamiche dell’aria circostante.

Per quanto ci compete, l’Aeronautica Militare non possiede aeromobili che generano o emettono scie differenti da quelle prodotte a causa della condensazione di vapore acqueo.

Cordiali saluti”

UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DELL’AERONAUTICA MILITARE

Cosa aggiungere? Nulla se non il fatto che cio che è stato risposto con estrema professionalità, competenza e pazienza, è ciò che i complottisti non riescono a comprendere perchè, in fin dei conti, a qualcuno fa molto comodo non comprendere e continuare la ricerca degli asini che volano.



Fonte Articolo: www.blueplanetheart.it

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