In pubblicazione il 28 LUG 2020

Meteo: l'insidia dell'ISOLA DI CALORE URBANA. Caratteristiche e rischi per la salute

L'isola di calore è uno dei grossi problemi che affligge le grandi città del mondo, sotto le più intense ondate di caldo. Una spiegazione esaustiva di cos'è e che rischi fa correre.


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

Il clima delle grandi città in estate può avere una grave insidia: il noto fenomeno meteo dell'isola di calore urbana.  Essa non è altro che l'aumento delle temperature della zona maggiormente cementificata rispetto ai campi adiacenti ai grandi centri urbani, avvertibile durante tutto l'anno, ma con effetti pericolosi in estate, durante le più severe ondate di caldo. Se questo surplus di calore può mitigare in inverno e far risparmiare sul riscaldamento, in estate può avere degli effetti davvero deleteri, con temperature ben più alte nelle ore pomeridiane e soprattutto di notte, dove sussistono le condizioni più critiche per il colpo di caldo.


 


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Andamento medio della temperatura tra zone urbane, commerciali e rurali (fonte: metlink.org).

 

 

L’isola di calore trae origine dal particolare tessuto urbano, costituito in prevalenza da asfalto, calcestruzzo e cemento, ovvero materiali che, rispetto alla copertura vegetale della campagna e dei boschi, assorbono in media il 10% in più di energia solare, con conseguente surriscaldamento dei materiali appena citati.

Ecco perché in estate, nelle ore più assolate, l’asfalto e le pareti esterne degli edifici delle nostre città raggiungono spesso temperature di 60-90°C (se provate a toccare i muri scuri o l'asfalto vi renderete che scottano nelle ore più calde)

Per di più, asfalto e cemento sono impermeabili all’acqua e quindi non vi è alcuna dissipazione termica, contrariamente a quanto avviene in ambiente rurale, tramite evapotraspirazione: in altre parole, tanto assorbono quanto rilasciano gradualmente di sera e di notte, senza alcuna mitigazione.

Il surplus notevole di calore solare immagazzinato in estate di giorno dai manufatti cittadini viene poi riemesso di notte per irraggiamento, ovvero sotto forma di energia nell’infrarosso, mantenendo pertanto ancora vivo il surriscaldamento dell’atmosfera urbana: nelle ondate di calore più estreme e con meteo esclusivamente sereno, è possibile registrare anche 33-34 gradi a mezzanotte e minime sui 28-29 (come è successo ben due volte l'estate scorsa nei grossi centri urbani padani).

 

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Valori termici medi in caso di ondata di calore: nel cuore urbano si possono registrare anche 5°C in più rispetto al tessuto non antropizzato (cortesia. Ferraribk.com)

Oltretutto, l’isola di calore è resa ancora più intensa dalla mancanza, entro il perimetro cittadino, di superfici evaporanti e raffreddanti, come specchi d’acqua, prati e soprattutto alberi. Particolarmente efficace risulta l’effetto refrigerante di questi ultimi, in quanto raffreddano l’ambiente non solo mediante l’evapotraspirazione da parte delle foglie, ma anche attraverso l’ombra, anche se ha un effetto assai modesto sulle città, a causa, sia della ridotta estensione delle superfici alberate rispetto all’area complessiva della città e sia per l’altezza sempre maggiore dei palazzi. Uno dei consigli di mitigazione del meteo del futuro è quello di piantare molti alberi nelle nostre città, aumentare le superfici erbose e costruire edifici esclusivamente di colore chiaro.



Fonte Articolo: Dr. Davide Santini

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