In pubblicazione il 26 MAG 2019

Anticiclone Africano e equatore virtuale ancora in ritardo. Colpa del ritardo dei Monsoni

Ma Monsoni in ritardo per un'anomalia presente in maggio nelle acque del Golfo di Guinea 


Fonte Immagine: http://bulletin.mercator-ocean.fr/en/PSY4#3/77.62/-51.33

 

In questo articolo di pochi giorni fa  ( estate-climatica-avvio-ritardo-sull’italia )  avevamo spiegato che la causa prossima del ritardato spostamento verso nord dell’”equatore virtuale” - l’area ai tropici ove in quel momento dell’anno è massimo il riscaldamento solare al suolo, indicata anche con ITCZ - è stata anche la causa di un anticiclone Nord africano fino ora poco estivo. Ma Perché? Ebbene qui dimostreremo che la causa remota  (ovvero il perchè...del perchè!) di questo ritardo, tuttora in atto,  è un una tipica anomalia in corso nelle acque oceaniche del Golfo di Guinea, quello prossimo all’Africa Nord occidentale.

I monsoni estivi sull’Africa Nord occidentale spingono  verso Nord l’Equatore virtuale 

La parte settentrionale dell'Africa ha, come noto,  un clima desertico con scarse precipitazioni, scarsa umidità del suolo e riscaldamento intenso durante l'estate. Come risultato dello intensa insolazione e dei conseguenti forti moti convettivi, al di sopra dell’area surriscaldata sahariana si forma una bassa pressione di natura termica termica( SaharianLow ) chi si estende verticalmente dal suolo fino a 800 hPa circa. Sulla verticale della bassa termica sahariana, l'aria calda che dal suolo ascende ai livelli superiori genera un’alta pressione al di sopra di 800 hPa (Saharian High).   A sud del Sahara, intorno  0-10 di latitudine Nord, è ubicato il Golfo di Guinea, che come qualsiasi specchio d'acqua durante l'estate, è relativamente più fresco e più umido rispetto alla massa continentale adiacente. L’aria più fresca adiacente la superficie marina del Golfo di Guinea, vi  genera al suolo una alta pressione rispetto alle aree costanti mentre a quote superiori a 800 hPa, la discesa per subsidenza di masse d’aria, dà luogo ad una bassa pressione. Insomma sul Golfo di Guinea la dislocazione verticale dei centri barici è opposta a quella del Sahara. Inoltre sulla terraferma tra il Golfo di Guinea e il deserto del Sahara, vi una vasta regione resa fresca e umida dalla foresta della Guinea e che riceve gran parte delle piogge dalla ITCZ (InterTropical Convergence Zone).  Ne consegue che sull’area del Golfo di Guinea e della adiacente foresta si genera, sia nei bassi strati che in quelli superiori a 800 hPa un forte gradiente meridiano di temperatura, umidità e pressione (vedi figura sotto)

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In particolare le isobare  al livello del mare  avranno valori  via via crescenti dal Golfo di Guinea verso il Sahara e quindi i venti al livello del mare dovrebbero scorrere da Sud verso Nord, ma, come noto, a causa della rotazione terrestre, questo flusso viene deviato verso destra del movimento fino a  divenire da Sud-ovest. Questo è appunto  il monsone di sudovest  (vedi figura sotto)

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I venti da Sudovest continuano a soffiare verso l’entroterra ma in genere non riescono a raggiungere la bassa termica posta sopra il deserto sahariano.. L'attrito infatti rallenta un po’ il vento prima che raggiunga il deserto e il monsone si arresta nella vicina  area sub-sahariana, lungo la ideale linea delimitata dalla ITCZ , perché qui il  monsone da sudovest  tende a convergere con il vento da Nordest chiamato Harmattan .

La corrente a getto orientale africana non estranea al nostro clima estivo

Ma i forti dislivelli meridiani di temperatura tra il fresco Golfo di Guinea e il rovente Sahara  favoriscono, tra 10 e 20 gradi di latitudine Nord, lo sviluppo dello AEJ (African Easterly Jet), con massima intensità intorno 15 gradi di latitudine Nord (vedi figura sotto)

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Infatti, a causa del forte dislivello termico meridiano,  tra Sahara e Golfo di Guinea nella medio-bassa troposfera si genera un forte vento termico° diretto da  est verso ovest, in modo da lasciare (per definizione di vento termico) l’aria più fredda alla  sinistra e quella più calda a destra. Ma là dove il vento termico è forte anche il vento geostrofico cresce fortemente con la quota . Conseguentemente intorno 800-500hPa si genera appunto una forte corrente  a getto orientale, appunto lo AEJ. 

Lo AEJ spesso tende ad ondularsi  in verso nord-sud con onde in movimento da Est verso Ovest  (African Esterly Waves = AEW). Le onde hanno lunghezza d’onda di 2000-3000 km e periodo di 3-4 giorni. E’ ovvio che  quanto meno le acque del Golfo di Guinea sono fredde tanto meno la ITCZ si propaga verso nord rendendo poco probabile quindi una duratura espansione dell’alta pressione Nord africana verso Mediterraneo occidentale.  


Anomalia termica delle acque del Golfo di Guinea e  spostamento verso l'Italia dell’anticiclone Nord Africano 

Ma nello stesso tempo meno il Golfo di Guinea è freddo, tanto meno intenso sarà il gradiente termico meridiano e di conseguenza anche lo AEJ il quale sotto tali condizioni  non tende ad ondularsi. 

Temperatura delle acque superficiali del Golfo di Guinea in maggio molto più calde della norma

Quando, come nella presente circostanza, le acque superficiali del Golfo di Guinea meno più calde della norma (vedi figura sotto che riporta le anomalie in atto di SST in atto sul Golfo di Guinea), 

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allora la ITCZ non è in grado di spostarsi abbastanza a Nord in modo tale da sospingere verso il Mediterraneo  l’alta pressione nord africana.  

Questo spiega  il perché…ultimo dell’attuale ritardato spostamento verso Nord  dell’equatore virtuale e quindi anche delle cella di Hadley e dell’annesso  anticiclone Nord africano ad associato.

Le anomalie termiche sulla superficie degli oceani sono abbastanza resistenti ed ecco perchè giugno potrebbe essere...estivamente compromesso da questa anomalia

© Mario Giuliacci – Vieta la riproduzione senza autorizzazione

°vento termico

Il vento termico nello strato atmosferico  Z2– Z1 è il vento che bisogna aggiungere al vento geostrofico della quota Z1 per ottenere il vento geostrofico della quota Z2)

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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