In pubblicazione il 29 GIU 2019

Bolzano in estate è più calda di Palermo. Perché

Il paradoso di una città posta molto a Nord e per di più nell’area alpina

Brezze di pendio e correnti discendenti nel centro della valle
Brezze di pendio e correnti discendenti nel centro della valle
Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Nelle valli la diversità di riscaldamento o raffreddamento giornaliero tra fondovalle e pendio e tra montagne e adiacente pianura, dà luogo ad un doppio sistema di venti di brezza: le brezze di pendio trasversali alla valle ed le brezze di valle, più intense e dirette secondo l'asse longitudinale della valle. Tali venti sono tanto più intensi quanto più la valle lunga, stretta, profonda ed tanto più i pendi sono inclinati come la vallata dell’Adige.  Le condizioni favorevoli per il loro sviluppo si realizzano ovviamente soprattutto in estate.

 

Le brezze di pendio

In una serena e tranquilla giornata estiva un pendio soleggiato, riscaldato dai raggi solari, trasferisce il calore accumulato all’aria immediatamente sovrastante la quale in tal modo diviene più calda e meno densa dell’ambiente circostante fino a 100÷150 metri dal suolo.

Di conseguenza il peso della colonna d’aria che grava sul pendio si riduce mentre lontano dalla parete riscaldata, ma allo stesso livello, il peso della colonna d’aria resta inalterato. 

Pertanto alla base della colonna d’aria appoggiata al pendio tende a formarsi una bassa pressione rispetto alle aree circostanti poste allo stesso livello, cosicché le masse d’aria vengono sospinte, ad ogni livello, dalla libera atmosfera verso il pendio e qui, non potendo accumularsi, sono poi costrette a salire lungo il pendio stesso. Le brezze di pendio sono anche note con il nome di venti anabatici.  La massima intensità delle brezze di pendio si raggiunge nelle valli orinetate Nord-Sud come punto la valle dell’Adige 

 


Nel centro della valle l’aria scende verso il suolo da 1000-2000m riscaldandosi per compressione

Le correnti che dal centro della valle si muovono orizzontalmbte verso i pendii laterali onde alimentare i venti anabatici, vengono rimpiazzate  al centro della valle da mass d’aria in arrivo dalle quote superiori (subsidenza). 

 

 

Tali  correnti discendenti, muovendosi dalle pressioni più basse alla 1000-2000m verso le pressioni più alte esitsenti a fondovalle, vengono compressse e quindi si riscaldano di circa 10 gradi per km di discesa, giungendo dall’alto fino a fondovalle (Bolzano) molto calde. Tale calore si somma a quello  in arrivo sulla città di Bolzano direttamente dalla radiazione solare.  

Ma in tal modo le temperature massime estive con cielo sereno e aria immobile (tipico delle alte pressioni) raggiungono valori piuttotso elevati. Venerdì 28 giugno Bolzano con 40°C è stata la città più calda d’Italia.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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