In pubblicazione il 20 MAG 2019

Estate climatica: avvio in ritardo sull’Italia? Probabilmente sì

La causa nella anomala posizione dell’Anticiclone Nord africano 

La fascia nuvolosa prossima all'equatore geografico evidenzia la posizione attuale dell'equatore virtuale
La fascia nuvolosa prossima all'equatore geografico evidenzia la posizione attuale dell'equatore virtuale
Fonte Immagine: EUMETSAT

 

Sulla verticale della fascia tropicale le correnti roventi  tendono a salire verso l'alto , raffreddandosi  10 °C per km, fino a dare luogo ad una estesa  fascia nuvolosa e piovosa intorno all'Equatore.

La circolazione tra equatore e 30-40 gradi di latitudine

Tali correnti una volta giunte alle alte quote si dirigono poi verso nord ma il loro cammino si interrompe bruscamente intorno 30° di altitudine

In effetti la progressiva deviazione verso destra (nell’emisfero Nord) imposta dalla forza di Coriolis,  fa sì che, già intorno 30° di latitudine, le correnti in quota, inizialmente dirette verso Nord, siano ormai allineate quasi da ovest verso est, interrompendo così  il  loro viaggio verso il Polo.

 Ciò provoca, però, intorno tale fascia di latitudini, un accumulo delle masse d’aria (da qui la fascia di alte pressioni subtropicali intorno 20-30° di latitudine di cui fanno parte l'anticiclone delle Azzorre  e, proprio di fronte all’Italia, l'anticiclone Nord africano).

 Stante l'ingorgo di aria intorno 30°di latitudine,  la massa d'aria proveniente dall'equatore ha  come unica via di uscita è il deflusso verso il basso fino al suolo, per poi ritornare verso l’equatore come Alisei da Nordest

Questo anello di circolazione chiusa sul piano verticale tra l'equatore e i 30-40 gradi di latitudine,  è noto come Cella di Harley.

L’equatore virtuale è più importante di quello geografico 

Quindi avrete capito che esiste un equatore “virtuale” - diverso da quello geografico il quale è fisso a latitudine zero-  e che è la ristretta zone lungo i paralleli ove in quel periodo dell’anno il sole è allo zenit  e quindi i raggi  solari cadono perpendicolari alla superficie terrestre, con conseguente massimo accumulo annuale di calore. Tale equatore virtuale è noto anche come ITCZ (Inter Tropical Convergence Zone) perché qui convergono gli Alisei da Nordest con quelli da Sudest, dal cui scontro si innescano sulle verticale dell’ITCZ forti e piovose correnti ascendenti, visualizzate dalla densa fascia nuvolosa adesso visibile a appena a Nord dell’equatore geografico

 


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Lo zenit del sole al solstizio di inverno (≈21 dicembre) si trova a 23° di latitudine nell’emisfero  Sud  ma partire da quella data lo zenit si sposta gradualmente verso l’equatore geografico  ove giunge il 21 marzo circa per poi proseguire verso Nordnel nostro Emisfero, fino a raggiungere i 23 gradi di latitudine nord il 21 giugno  circa.

Di conseguenza anche equatore virtuale come si sposta verso nord, fino a raggiungere, nel caso dell’Africa, i 14°  circa di latitudine Nord  il primo maggio e poi i 18°  gradi tra luglio ed agosto (vedi immagine).

Tra aprile e luglio lo spostamento verso Nord dell’equatore virtuale dovrebbe essere intorno circa 1000 km. La sua risalita verso Nord dell’equatore trascina nello stesso verso  anche la Cella di Hadley e di conseguenza anche gli annessi anticicloni subtropicali (Azzorre e  Nord africano).  Questo è anche il motivo per cui l’anticiclone Nord africano è più presente  in Italia in estate. 

Anticiclone africano in ritardo

Ma tra aprile e la prima decade di maggio di quest’anno l’ITCZ è stata in ritardo nel suo spostamento verso Nord Come mostra l'immagine sotto

 

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Questo è anche il motivo per cui perché le comparse dell’africano sono state fugaci e con modesti effetti termici. Si prevede che questa situazione anomala resista almeno fino a metà giugno. Insomma nelle prossime 3-4 settimane l’africano arriverà senz’altro più volte sulla nostra penisola perché questo fa parte della normale circolazione estiva. Ma le sue incursioni non dovrebbero generare ondate di caldo con temperature oltre 33-34°C su una o più aree rilevanti dell’Italia



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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