In pubblicazione il 22 FEB 2020

Influenze da virus. Perché più frequenti in inverno

Ma paradossalmente Il freddo è poco responsabile


Fonte Immagine: pinterest.it

 

Tutti diamo per sconcato che in inverno compaia puntualmente in ivenrono Ecco perché anche in questo invento la rilevazione dei dati delle sindromi influenzali  è iniziata nella 42esima settimana dell’anno (fine ottobre)  e terminerà nella 17esima settimana del 2020, salvo ulteriori comunicazioni legate alla situazione epidemiologica nazionale.

Mediamente le sindromi influenzali colpiscono ogni anno il 10% circa (quasi 6 milioni!) della popolazione italiana. Il picco influenzale di solito si verifica all’inizio del mese di febbraio, sebbene nelle ultime due stagioni influenzali il picco epidemico ha avuto un anticipo di circa un mese

Ma ecco le cause di insorgenza di influenza in inverno

 

Il freddo poco imputabile

Le basse temperature e il freddo dell’inverno portano spesso raffreddore, tosse, mal di gola, ama non è il freddo la causa di queste patologie invernali, o comunque non il solo. Il freddo può debilitare e indebolire il nostro organismo ma  è  stata trovata  una stretta  correlazione  tra l’intensità del freddo e le infezioni virali o batteriche. Del r4esto se il freddo fosse il nemico numero uno, allora nei paesi tropicali le influenze dovrebbero essere assenti e invece non è così.

 

La carenza di luce solare


Alcune ricerche hanno messo in luce una correlazione fra il calo dei livelli di vitamina D e la minore resistenza del sistema immunitario, che avrebbe meno difese contro virus e batteri”. “In inverno, c’è meno luce solare sia intensità sia in numero giornaliero di ore con luce  e quindi il livello della vitamina D risulta più basso.

 

Ambienti chiusi e riscaldati, imputato numero uno

Nei mesi invernali si vive più spesso in ambienti chiusi, riscaldati e con poco ricambio d’aria. Ma Il riscaldamento più è elevato e più rende l’aria piuttosto secca. Quando il livello di umidità si abbassa, tendiamo ad ammalarci più facilmente e questo accade probabilmente perché l’aria secca favorirebbe la diffusione e all’infettività dei virus.

 

Ambenti chiusi, caldi e affollati, la miscela più esplosiva

Se poi in un ambente chiuso e scaldato vi poi è un elevato numero di persone allora  ovviamente è favorita al massimo la circolazione di batteri e virus.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

ULTIMI ARTICOLI

4 APR
A cura del Dott. Alfio Giuffrida, Fisico nonché Meteorologo e scrittore
2 APR
Il mese di aprile potrebbe ancora mostrare qualche segnale di incertezza
2 APR
Si volterà pagina già dal weekend, quando le temperature riprenderanno a salire sensibilmente
3 APR
Migliaia e migliaia di vittime nel nostro continente, con Italia e Spagna a pagare il conto tragicamente più elevato; possibile legame con le condizioni climatiche
3 APR
I dati mostrano un leggero miglioramento della situazione, con la curva dei contagi che, soprattutto al Nord, comincia a rallentare
31 MAR
La grande metropoli americana è oramai al collasso e in aiuto giunge anche la nave ospedale della Marina Militare Americana