In pubblicazione il 8 FEB 2020

Inverno 2019-2020 Addio. Febbraio ha fatto sognare invano i nivofili.

Ecco perché l’inverno chiuderà senza colpi di coda


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

Al 29 febbraio termina ufficialmente l’inverno dal pinto di vista delle sue caratteristiche stagionali.

Gli effetti della ondata di freddo  polare tra il 12 e il 16 febbraio

Tra il 12 e il 16 di febbraio vi sarà probabilmente l’ultima irruzione di aria polare  sull’Europa e fino all’Italia.

Ma freddo a parte, anche questa nuova ondata si rivelerà deludente. Infatti non porterà poche piogge (zero mm addirittura sulle regioni di Nordovest). Ma nella circostanza le correnti fredde arriveranno ancora una volta dai Balcani con misere nevicate dapprima sulle Alpi di confine  e poi sul versante adriatico dell’Appennino.

Le negative future conseguenza delle scarse precipitazioni invernali

Ma già fin da oggi dobbiamo  prossimo ammetter  l’inverno 2019-2020 si  chiuderà senza gli eventi a lungo attesi da freddofili e nivofili.  Ma questo sarebbe il danno minore.


Innanzitutto le poche striminzite nevicate anche sui rilievi alpini e appenninici fa temere una carenza idrica da fusione delle medesime  per alimentare i nostri fiumi  tra maggio e agosto quando l’acqua serve per irrigare le nostre pregiate produzioni agricole-

Per di più è probabile che , anche quest’anno - stante  l’aumentata temperatura  primaverile di circa di ben 3 gradi rispetto al 1970, - a primavere anticipi la i suo arrivo, con conseguente anticipata, ma inutile,  fusione delle nevi invernali. E poi?

Inverno al capolinea. Ecco perché

Poi quasi certamente, almeno fino alla fine di febbraio, non vi saranno altre ondate di freddo polare. Questa proiezione è supportata dalle seguenti nostre argomentazioni:

  • Il gelido vortice  del circolo polare agli inizi di febbraio era stato finalmente catapultato sul lato europeo e si era spezzato in 2-3 lobi che hanno viaggiato e seguitano a viaggiare da Ovest verso est alle medie latitudini.

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  • Una situazione, questa, la più propizia per scatenare a più riprese ondate di freddo polare sull’Europa e sull’Italia. Ma le proiezioni attuali dei modelli lasciano purtroppo  intravedere che il vortice polare entro il 20 febbraio tenda a ricompattarsi e a rintanarsi nella sua naturale sede, il circolo polare.  In tal modo cesserebbero le sue irruzioni fino alle medio-basse latitudini;

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  • Per assistere a nuove colate di aria polare oltre 20  febbraio è “conditio sine qua non” perché la stratosfera polare (quella tra 15 e 50 km  di quota) subisca un nuovo surriscaldamento (SW = Stratwarming) di almeno 10-15 gradi. Ma ad oggi non  sono previsti  nei prossimi 10 giorni altri eventi di  SW;
  • Ammesso ma non concesso che un nuovo SW inizi intorno al 20 di febbraio, occorrerebbero almeno 7-10 giorni (ovvero verso la fine di febbraio) perché la stratosfera si surriscaldi almeno di 15-20 gradi, per  dare poi inizio ad nuova fuoriuscita (splitting)  del gelido vortice polare fino a medio basse latitudini;
  • Ma ammesso ma non concesso che un nuovo splitting del vortice polare si realizzi verso la fine di febbraio, non è detto che la nuova colata di aria polare avvenga su lato europeo;


Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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