In pubblicazione il 14 OTT 2019

Inverno freddo o tiepido? Aggiornamento del 14 ottobre

Analisi dell’influenza che avranno le cause che giocano a favore o contro 


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

La tendenza più probabile per l’inverno 2019/2020  è stata qui stimata sulla base delle anomalie in atto in alcuni noti e collaudati  indici predittori atmosferici ad hoc. 

Ecco una rassegna delle anomalie in atto in tali indici

 

GW o Surriscaldamento della terra

E’ la“forzante” climatica più intensa del nostro inverno il quale si è riscaldato di circa  +1.2  gradi rispetto agli anni ‘70.  Tale riscaldamento è così elevato che sarà impossibile da colmare, anche  nel caso in cui se tutti gli altri indici giocassero a favore di un inverno freddo. Più in dettaglio la probabilità di avere un inverno molto caldo come quello del 2014  (quasi +3C più caldo della media invernale degli) è oggi di una volta ogni 10 anni  ma negli anno ‘70 sarebbe stata di una volta ogni 50 anni

 

La statistica climatica 

 Il 70% circa degli inverni considerati hanno avuto valori medi di temperatura compresi  tra 7.5 e 9.1 °C, e questi sarebbero gli inverni ormai "normali", anche se più "caldi" e meno nevosi degli inverni del periodo 1970-1999. Sui 18 anni considerati, 4 sono stati molto caldi (temperatura media superiore a 9.1 °C) e poco nevosi (ma non necessariamente poco piovosi): 2000/2001, 2006/2007, 2013/2014, 2015/ 2016. Solo 4 sono stati molto freddi (temperatura media minore di 7.5 °C) e nevosi: 2004/2005; 2005/2006; 2011/2012; 2012/2013. Insomma è più probabile avere inverno caldo piuttosto che un inverno freddo.

 

SSN (SunSpot Number) o Attività  delle macchie solari

Solo l’attività solare ha il potere il poter e di far raffreddare la terra anche di 0.5/0.7 °C o anche più (come avvenuto nella piccola era glaciale). L’attività solare è costantemente calata negli ultimi 15 anni tanto che sta per raggiungere il valore minimo degli ultimi 100 anni. Probabilmente ha già attenuato il surriscaldamento da GW il quale ultimo però è stato così forte da mascherare di gran lunga l’effetto refrigerante del sole.  Per di più la ridotta attività del sole, seppur la più incisiva sul GW, ha effetti che si spalmano su periodi di qualche decennio e non sul singolo anno.  Pertanto i suoi effetti non saranno visibili sull’inverno 2019-2020, così come non lo sono mai stati visibili negli inverni almeno degli ultimi 5 anni. L’unica nota positiva è che non accentuerà il GW

 

QBO. Venti stratosferici nella fascia equatoriale  


I venti tra 15 e 50 km di altezza hanno un tipico andamento ciclico di 28 mesi nota come  QBO = Quasi-Biennal Oscillation: per 14 mesi soffiano da ovest verso est ovvero sono in armonia  con le correnti occidentali delle medie latitudini. Ma per gli altri 14 mesi, come avverrà nei prossimi mesi, soffieranno i da Est verso Ovest. Dalla scontro tra le due opposte correnti si innescano forti ondulazioni  meridiane nelle correnti occidentali che le quali poi favoriscono irruzioni di aria polare fino alle nostre latitudini. Nessun riscaldamento di metà inverno si è verificato nella fase da ovest del QBO durante un minimo nei tre cicli solari. Nella fase da Est est tendevano a verificarsi importanti riscaldamenti (stratawrming) nei minimi del ciclo. Attualmente siamo in presenza del minimo solare più basso degli ultimi 100 anni-. Ssarebeb l’unica forzante  a favore di un inverno freddo, ma la QBO da sola  al massimo potrebbe  favorire una iruzizone artica in più e quindi rendre l’inverno un po’ meno caldo al più di 0.1 °C

 

Niño o Niña

Secondo la letteratura scientifica il Niño agevolerebbe le irruzioni di aria gelida dall’artico verso più basse latitudini. Ma da una nostra analisi  statistica sembra che per l’Italia tale regola valga solo per la Niña (anomalo raffreddamento) ma non per il Niño o per condizioni neutre. Per il prossimo invenro non  è previsto né Nino né Nina

 

Snow cover Eurasia (innevamento) alle medio-alte latitudini

Quando l’innevamento osservato sull’Eurasia a ottobre è molto al di sopra della media allora sono favorite le irruzioni aria polare fino alle nostre latitudini. Ma per questo dovremmo attendere la fine del mese anche se fino ora l’innevamento è stato scarso specie sulla Siberia

 

Conclusioni

Tra tante “forzanti” che agiscono in un verso o nell’altro sul clima del nostro inverno sembra prevalere anche pe il prossimo inverno il surriscaldamento in atto sul pianeta da più di 100 anni e che è stato in forte crescita nell’ultimo decennio. Conseguentemente prevediamo un inverno mite (al più, bene che vada, simile al 2017-18) con poche nevicate in pianura e con quota neve +300-500m al disopra di quanto non  fosse 30-50 anni fa.

 

 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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