In pubblicazione il 11 APR 2019

Italia in preda alle depressioni: piogge e temporali anche nel weekend

Ponte anticiclonico sull'Europa occidentale. L'aria fredda scivolerà facilmente sul Mediterraneo


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

La discesa di un nucleo piuttosto freddo dall'Artico russo punterà con decisione l’Europa nel fine settimana. Una vivace instabilità raggiungerà il Mediterraneo centrale, anche se la formazione di un ponte anticiclonico tra l'alta delle Azzorre e l'alta Scandinava potrebbe deviare il freddo verso i settori occidentali del continente, lasciando comunque l’Italia in mano ad un flusso teso atlantico.

Il punto della situazione

Il mese di aprile ha finalmente trovato una via d’uscita dalla lunga situazione anomala che ha caratterizzato marzo, ma anche una parte di febbraio. Uno sblocco della circolazione atmosferica indotta dalla ridistribuzione tra le alte e le basse pressioni sullo scacchiere europeo, da un giorno all’altro rimasto senza un'alta pressione in grado di proteggere il continente dalle perturbazioni. 

Un cambio di rotta che ha così riportato le piogge, ma in una configurazione più tipica della stagione invernale, con la formazione di alte pressioni sul nord Europa. Corposi anticicloni disposti alle alte latitudini portano difatti ad uno scivolamento di masse d'aria fredda verso sud, ovviamente in seno al Mediterraneo, ma sicuramente fin nel cuore del vecchio continente.

Analisi e previsione

La dinamicità continuerà ad interessare ancora l'Italia per la persistenza di un vasto corridoio depressionario sui quadranti nord-occidentali, ove una serie di vortici ciclonici in successione hanno traghettato fresche perturbazioni atlantiche. 

Un flusso perturbato inizialmente alimentato da aria di estrazione groenlandese, ma successivamente esaltato da correnti più fredde artico-continentali. Come è possibile notare dall’ultima immagine satellitare, vari ammassi nuvolosi - con all’interno anche vivaci celle temporalesche - sono in evoluzione da nord-ovest verso sud-est. 

Una situazione statica che vede il territorio nazionale molto vulnerabile dall’azione di questi fronti, essendo privo dell’azione protettiva dell'anticiclone che si è spostato appunto molto a nord. Una pronta risposta anche da parte delle correnti artiche che hanno invaso parte dell'Europa centrale riportando un clima rigido invernale proprio su queste aree; infiltrazioni che si faranno sentire anche sui settori meridionali, ma quanto basta per mantenere in vita l’area depressionaria sul Mediterraneo.


Nonostante l’addolcimento nei bassi strati riuscirà comunque a determinare una parziale e progressiva flessione delle temperature fino a valori al di sotto delle medie.

Evoluzione

L’instabilità atmosferica continuerà a dominare sulla Penisola per il resto della settimana con piogge, rovesci, temporali e possibili nevicate sulle Alpi fino a quote medie. Le precipitazioni più frequenti interesseranno le zone interne durante le ore diurne.

Sulle aree maggiormente colpite dai fenomeni, le temperature subiranno una flessione anche sensibile, ma in via del tutto provvisoria. Un quadro meteorologico tipico della stagione primaverile, esaltato dal contrasto fra masse d’aria molto diverse, tra l'aria più mite mediterranea e quella più fredda nordica.

L'anticiclone in esilio sulle alte latitudini lascerà quindi il Mediterraneo in balia di una lacuna barica presa di mira dai sistemi perturbati che, in particolare nel weekend, colpiranno profondamente il Mediterraneo con una vivace circolazione depressionaria alimentata da aria nord-orientale molto fredda perché d'estrazione artica. 

Calo termico dal weekend

Una ulteriore flessione delle temperature verrà innescata dalla marcata instabilità e dalla presenza delle precipitazioni, talvolta anche insistenti. La colonnina di mercurio potrebbe localmente portarsi anche al di sotto delle medie del periodo, in particolare durante il fine settimana quando il contributo freddo artico raggiungerà il picco massimo. 

Un contesto favorevole al ritorno delle nevicare sulle Alpi anche fino alle quote medio-basse.



Fonte Articolo: Andrea Tura

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