In pubblicazione il 22 MAG 2020

Le ondate di caldo record: giugno 2003

Il primo squillo di tromba dell’estate più rovente di sempre arrivò già nelle prime settimane di giugno, con un’ondata di caldo eccezionale per il periodo


Fonte Immagine: Col. Mario Giuliacci

 

L’estate del 2003 arrivò dopo una primavera estremamente siccitosa e, almeno nella sua parte finale, anche insolitamente calda. Insomma, quando a giugno si scatenò la prima vera ondata di caldo estivo, il terreno era già estremamente asciutto e propenso a infiammarsi con estrema facilità: ecco perché quello del 2003 risulta tutt’ora tra i mesi di giugno più caldi di sempre (del resto inserito all’interno dell’estate più calda degli ultimi secoli), e quella che strinse d’assedio l’Italia fra il 6 e il 18 di giugno una delle ondate di caldo più feroci nella storia di questo mese.

Così, mentre Polonia e Repubblica Ceca con un referendum popolare votavano l’adesione all’Unione Europea e nei cinema italiani usciva il film di Tullio Giordana “La meglio gioventù”, protagonista della situazione meteo a scala sinottica divenne l’Anticiclone Nord-Africano che, come conferma l’immagine che mostra l’analisi del campo di geopotenziale a 500 hPa, si posizionò sul Mediterraneo Occidentale occupando stabilmente anche la nostra Penisola (l’area colorata di rosso-arancione descrive bene la posizione media dell’Anticiclone durante tale periodo).

L’ondata di caldo si rivelò eccezionale sia per durata che intensità: da Nord a Sud per ben 13 giorni consecutivi le temperature fecero registrare valori decisamente elevati in quasi tutte le principali località, con diverse città in cui l’ondata durò ben oltre il 18, insistendo addirittura fino alla fine del mese (è vero ad esempio per Roma e Firenze).


In effetti per almeno un capoluogo, Ancona, si tratta dell’ondata di caldo in assoluto più lunga degli ultimi 40 anni (almeno): nel capoluogo marchigiano l’ondata iniziò già il giorno 5 e terminò solo il 17, e in nessun’altra occasione negli ultimi decenni in questa città si è osservata un’ondata di caldo intenso di 13 giorni consecutivi. In altre città però, pur senza battere i record storici, l’ondata durò decisamente di più: a Bolzano fu lunga ben 27 giorni (dal giorno 1 al 27), come pure a Firenze (dal 4 al 30), anche se qui intervallati da una breve e temporanea pausa di “quasi fresco” il giorno 18; 26 giorni a Trieste (dal 3 al 28) e a Roma 26 giorni (dal 5 al 30); a Venezia 25 giorni (dal 4 al 28); a Milano e Brescia 23 giorni (dal 4 al 26), come anche a Genova (dal 8 al 30) e Torino (dal 5 al 27).

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I picchi di caldo più intenso invece vennero toccati all’estremo Sud e nelle regioni del versante tirrenico, ovvero l’area della Penisola maggiormente interessata dallo schiacciamento per subsidenza e quindi dal riscaldamento della colonna atmosferica per compressione: a Reggio Calabria il 27 giugno la temperatura sfondò la soglia dei 40 gradi attestandosi su 40,4 gradi, mentre a Firenze il 14 giugno la colonnina di mercurio schizzò verso l’alto fino a raggiungere i 38,6 gradi, e a Perugia si toccarono 37 gradi il 13 e poi ancora il 14 del mese.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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