In pubblicazione il 30 DIC 2018

Meteo: freddo in arrivo tra il 2 ed il 7 gennaio. Neve al Centro Sud anche sulle coste per l’Epifania

Colata gelida sulla Penisola: i presupposti ci sono tutti per portare i fiocchi anche sulle coste meridionali


Fonte Immagine: WXCHARTS

 

Ormai è alle porte; un’importante ondata di gelo e neve caratterizzerà i primi giorni del nuovo anno, indicativamente tra il 2 ed il 7 gennaio 2019 (per il dopo ci sarà tempo per ulteriori analisi).

Anche l'aggiornamento odierno dei principali centri di calcolo previsionali, quello europeo ECMWF, quello americano GFS e quello canadese CMC, confermano l'importante scossone del quadro meteorologico che prenderà piede subito dopo Capodanno.

Le previsioni a media scadenza (fino 10 - 15 giorni) sono tutti allineati circa l’arrivo della colata d’aria gelida artica, costretta ad uscire dal circolo polare dietro la spinta verticale di un possente anticiclone Siberiano-Aleutine (in elevazione dai settori occidentali delle coste del Nord America), il quale fino a 2 giorni fa aveva un cuore di pressione al livello del mare di ben 1065 hPa.

Il dettaglio

I primi cenni di dell’imminente cambiamento verranno avvertiti il primo giorno del 2019, martedì 1 gennaio, quando un flusso artico non di provenienza siberiana, perché deriva dalla Groenlandia, dopo avere raggiunto la Scandinavia, discenderà verso i quadranti meridionali verso i Balcani.

Da qui poi irromperà sull’Adriatico nelle ultime ore di mercoledì 2 gennaio. Si tratterà però di una frazione più modesta del vero nucleo gelido, che dopo avere aggirato le Alpi ad Ovest, irromperà nel Mediterraneo occidentale come venti di Maestrale, interessando poi Sardegna e le regioni del basso Tirreno ad ovest, mentre sull’Adriatico e in Val Padana con gelidi venti nord orientali di Tramontana dalle valli alpine

La sostenuta ventilazione diverrà perciò molto vivace sul nostro Paese con venti di burrasca dai settori settentrionali e da Nordest, che soffieranno con raffiche fino a 60/80 km/h i quali provocheranno anche mareggiate sulle coste esposte dell’Adriatico.

Le correnti fredde insisteranno sulle regioni settentrionali fino al 5 gennaio, invece fino al 7 gennaio sul medio e basso Adriatico e sul Mezzogiorno.


Trattandosi di aria continentale si presenterà piuttosto secca sulle regioni settentrionali, ove non porteranno fenomeni degni di nota se non sui settori confinali dell’arco alpino, ma scorrendo sui mari del Mediterraneo si caricheranno di umidità sufficiente per portare nevicate diffuse fin sulle coste e sulle pianure adriatiche.

Le nevicate più intense riguarderanno le aree meridionali delle Marche, l'Abruzzo, il Molise, la Puglia e la Basilicata, ove sono attese nevicate fin sulle linee di costa e accumuli fino a 40 centimetri sui rilievi abruzzesi e Nebrodi; possibile pioggia mista a neve anche su Calabria e Sicilia a livello del mare, ma senza escludere locali fioccate anche fin sulle coste delle Isole e all’estremo Sud, i presupposti ci sono tutti.

Il resto della Penisola

Sulle restanti aree italiane il sole farà capolino con al più temporanei annuvolamenti prettamente innocui, ma almeno non vi saranno più i fitti banchi di nebbia ed il ristagno nei bassi strati di alte concentrazioni di inquinanti grazie alla sostenuta ventilazione. 

Le temperature subiranno un crollo termico di quasi 15°C in quota, con i valori che si porteranno al di sotto delle medie di riferimento di circa 10°C.

Ogni linea colorata rappresenta una possibile evoluzione, molto utile quindi per capire le possibili varianti previsionali del modello. Le linee colorate che corrono in mezzo al grafico sono le 20 previsioni GFS per le temperature a 850 hpa, ovvero 1500 metri circa di altitudine. In sostanza oltre alla corsa ufficiale (riga verde più spessa) che si vede in rete si inseriscono 20 piccolissime varianti per vedere cosa comporterebbe nella previsione una perturbazione nei dati iniziali. La riga rossa più spessa indica la media trentennale di riferimento.
Nella barra inferiore troviamo i giorni di riferimento. 



Fonte Articolo: Andrea Tura

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