In pubblicazione il 20 FEB 2022

Nevicata perfetta in arrivo a fine mese?

Concordi i principali modelli prognostici. Ecco dove e quando


Fonte Immagine: pixabay.con modificato

Nelle nostre proiezioni degli ultimi giorni abbiamo evidenziato l’arrivo di una ondata di freddo polare intorno venerdì 25 febbraio.


Ondata di freddo polare ormai quasi certa

 Le proiezioni diffuse domenica 20 febbraio dai principali modelli, l’europeo ECMWF e l’americano GFS, confermano l’arrivo di un nucleo di aria gelida partita che il 21 febbraio partirà dal Nordest del Canda ovvero ai Bordi del circolo polare. La nuova ondata di freddo dovrebbe arrivare fino ai Balcani alla fine di venerdì 25 febbraio per poi investire con venti fi Bora o di Grecale quasi tutta l’Italia tra il 26 e il 28 febbraio.


Neve possibile, ma non certa, anche in pianura

A seguito dell’arrivo del nucleo di aria polare, entrambi i modelli prevedono neve anche in pianura nella notte di sabato. 26 febbraio.  Ad oggi potrebbero essere coperte da neve le seguenti città: Piacenza, Parma, Bologna, Firenze, Arezzo, Siena, Viterbo. Però Ricordiamo che la neve è il fenomeno meteo più difficile da prevedere, perché basterebbe un errore di 0.5°C nella previsione della temperatura nello strato prossimo suolo, perché passi da “neve sì” o “neve no”!

Nevicata perfetta?

Se neve sarà, allora sarà una nevicata perfetta. Le recenti deboli nevicate erano tutte dovute al sollevamento forzato sopravvento ai rilievi dell’aria fredda (quindi poco umida) a conseguente raffreddamento di 1 grado ogni 100 metri discesa e quindi condensazione del poco vapore acqueo come neve. La nevicata prevista sarebbe quella più classica e più foriera di abbondanza. Infatti, l’aria fredda in arrivo il 26 febbraio dai Balcani, genererebbe (sarà così?)  un vortice di bassa pressione centrato sul Medio Tirreno il quale da una parte seguiterebbe a richiamare aria gelida dai Balcani, ma dall’altra sospingerebbe tiepidi e umidi venti meridionali la di sopra dell’aria fredda adiacente al suolo. Il sollevamento forzato al di sopra del cuscinetto freddo provocherebbe la condensazione delle correnti calde, con conseguente formazione di precipitazioni nevose, le quali, cadendo ne sottostante cuscinetto freddo, giungerebbero al suolo senza fondere.

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Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci
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