In pubblicazione il 25 NOV 2019

Ondata di freddo invernale in arrivo ai primi di dicembre?

Perché il riscaldamento in atto nella stratosfera potrebbe essere i preludio del freddo

Il vortice polare sloggiato dal sua sede il 4 dicembre
Il vortice polare sloggiato dal sua sede il 4 dicembre
Fonte Immagine: ECMWF

 

 Nella stratosfera  (tra 8 e 50 km) è in atto da metà novembre un riscaldamento soprattutto sul lato rivolto verso il Canada. I modelli prevedono un riscaldamento di circa + 15 gradi entro la fine di novembre

Vale la pena di approfondire questa anomalia perché è il fenomeno che scatena le ondate di freddo più intense in inverno alle medio-basse latitudini.

La stratosfera spesso nel periodo invernale subisce bruschi e intensi riscaldamenti che talvolta mettono a soqquadro l’intera circolazione invernale dell’emisfero Nord. Il riscaldamento stratosferico assume un nome diverso a seconda dell'entità dell'aumento termico in quota

Stratalert, quando il riscaldamento stratosferico polare  alla di 10 hPa (28 km) aumenta  più di  25°C nell’arco di una settimana circa; 

Stratwarming (SW= Stratospheric Warming o SSW = Sudden Stratospheric warmings),

  •            quando  il riscaldamento stratosferico è invece superiore a 30°C (fino  a raggiungere talvolta            
  •            i 60-80°C) nell’arco di una settimana o meno, al livello di 10 hPa;  oppure un riscaldamento 
  •            40  o più gradi ai livelli barici al di sopra di 10 hPa.

Se il riscaldamento è rapido e superiore a 20 °C,  allora sta ad indicare che sulla verticale del polo è giunto un vasto anticiclone dalla fascia subtropicale e come tale a cuore caldo ed esteso a tutte le quote – e  quindi fino tra 20 e 30 km di altezza - con conseguente sostituzione del vasto ciclone freddo del vortice polare stratosferico (VPS).   

Gli anticicloni di solito si spingono verso il polo Nord o dal continente americano o dalla Siberia, perché alle alte latitudini vengono rinforzati dagli anticicloni invernali (anticiclone canadese, anticiclone delle Aleutine  e anticiclone russo-siberiano)

 

sservando i casi di SW degli ultimi anni, nell'80-90% dei casi o si sono risolti in effetti molto limitati in Troposfera (primai 10-13 km), portando solo brevi ondate di freddo moderato nel nostro Continente, oppure hanno provocato delle grandi ondate di freddo soprattutto sul settore Nord Orientale americano e sulla Siberia centrale.


Ma nei SW rapidi e violenti, solo  in rari casi  - in media un evento ogni 3-5 anni -   denominati ESEs (Extreme Stratospheric Events) la circolazione anticiclonica (in veros orario el nostro emisfero)diviene così intensa da coinvolgere, via via, anche gli strati sottostanti, attraverso la trasmissione di energia cinetica per attrito verso il basso. In tal modo l’anticiclone propaga la propria circolazione oraria dalla stratosfera fino alla bassa troposfera nell’arco di 4-6 giorni, fino a sostituire sulla verticale del polo, il vortice polare (VP) a tutte le quote e quindi invertendo il verso della circolazione atmosferica polare ( da ciclonica  con venti dai quadranti occidentali,  ad anticiclonica con venti dai quadranti orientali). 

Se è l’anticiclone  invade  l’area artica canadese  allora il VP sospinto  al di là del circolo polare sul lato europeo (split del vortice polare), come sta avvenendo in questi giorni.

Gli split causano a loro volta anche il blocco delle correnti occidentali. Ma con l’innesco della rotazione oraria anticiclonica anche nei piani più bassi, tutta la circolazione polare vedrà invertito il suo senso di rotazione (da Est verso Ovest) ed ciò provoca un moto retrogrado – da Est verso Ovest - del lobo freddo asiatico, che pian piano inizierà a muoversi verso la Russia europea e il Baltico.  Sotto la spinta congiunta  dell’anticiclone polare e della adiacente depressione su Baltico-Russia le gelide correnti artiche sono costrette a muoversi verso le medio-basse latitudine con colate gelide verso i Balcani e da qui talvolta verso l'Italia ove danno luogo a periodi di freddo intenso della durata di molti giorni.

Gli eventi di strawarming sono relativamente numerosi ( in media 3-5 per ogni inverno) ma  pochi sono in grado di favorire la formazione di un anticiclone sul circolo polare fino al livello del mare, condizione indispensabile per generare a sua volta talvolta irruzioni robuste di aria fredda verso le medio-basse latitudini. 

 

Ma allora è in arrivo un’ondata di freddo artico in Italia ai primi di dicembre? 

Tenuto conto dell’entità del riscaldamento stratosferico in atto e previsto, dovreste avere già capito se la risposta è si o no!

 Il nostro parere? Suspense…Ve la daremo domani!



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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