In pubblicazione il 27 DIC 2018

Stratwarmig in atto: riscaldamento più di 30 gradi in appena 10 giorni

Sarà uno degli eventi più notevoli dell’inverno 2018 nell’emisfero Nord

Frantumazione del vortice polare in 2 lobi entro il 5 gennaio alla quota barica di 70 hPa (17 km)
Frantumazione del vortice polare in 2 lobi entro il 5 gennaio alla quota barica di 70 hPa (17 km)
Fonte Immagine: ECMWF

 

Nella stratosfera polare è in atto un forte riscaldamento. Ad esempio alla quota barica di 50 hPa (20 km di altezza) i modelli prevedono un riscaldamento di circa + 30 gradi entro il 5 gennaio

Immagine: temperature alla quota barica di 50 hPa osservate il 26 dicembre e quelle previste alla stessa quota per il 5 gennaio

Vale, pertanto la pena di approfondire questo evento straordinario del presente inverno. perché è il fenomeno che scatena le ondate di freddo più intense in inverno alle medio-basse latitudini, anche se, ad oggi,non siamo ancora sicuri che il freddo artico investa in pieno anche l’Italia. 

La stratosfera spesso nel periodo invernale subisce bruschi e intensi riscaldamenti che talvolta mettono a soqquadro l’intera circolazione invernale dell’emisfero Nord.Il riscaldamento stratosferico assume un nome diverso a seconda dell'entità dell'aumento termico in quota: Stratalert,quando il riscaldamento stratosferico polare alle quote bariche tra 70 (17 km ) e 10 hPa (30 km) aumenta  più di 25°C nell’arco di una settimana circa; Stratwarming (SW=Stratospheric Warming o SSW = Sudden Stratosphericwarmings), quando  il riscaldamento stratosferico è invece superiore a 30°C (fino  a raggiungere talvolta i 60-80°C) nell’arco di una settimana o meno, al livello di 10 hPa;  oppure un riscaldamento di 40 o più gradi ai livelli barici al di sopra di 10 hPa.

Se il riscaldamento è rapido e superiore a 20 °C (come quello in corso)  allora sta ad indicare che sulla verticale del polo è giunto un vasto anticiclone  a cuore caldo tra 20 e 30 km di altezza (come l’anticiclone siberiano o canadese)  con conseguente sostituzione del vasto ciclone freddo del vortice polare stratosferico (VPS).  

Immagine: riscaldamento alle quota barica di 10 hPa tra il 21 e il 26 dicembre

La storia della maggior parte dei SW finisce in genere qui, senza serie ripercussioni per la sottostante troposfera.  Osservando i casi di SW degli ultimi anni, nell'80-90% dei casi o si sono risolti in effetti molto limitati in Troposfera (portando solo brevi ondate di freddo nel nostro Continente), oppure hanno provocato delle grandi ondate di freddo soprattutto sul settore Nord Orientale americano, e sulla Siberia centrale.


Ma nei SW rapidi e violenti, solo  in rari casi - in media un evento ogni 3-5 anni -  denominati ESEs (Extreme Stratospheric Events) la circolazione anticiclonica diviene così intensa da coinvolgere, via via, anche gli strati sottostanti, attraverso la trasmissione di energia cinetica per attrito verso il basso. In tal modo l’anticiclone propaga la propria circolazione oraria dalla stratosfera fino alla bassa troposfera nell’arco di 4-6 giorni, fino a sostituire sulla verticale del polo, il vortice polare (VP) a tutte le quote e quindi invertendo il verso della circolazione atmosferica polare ( da ciclonica  con venti dai quadranti occidentali,  ad anticiclonica con venti dai quadranti orientali). 

Siccome il VP in condizioni normali ha generalmente una forma ellittica (perché compresso tra l’anticiclone freddo canadese e l’anticiclone freddo siberiano),  nella nuova situazione  viene invece a trovarsi  schiacciato tra il nuovo anticiclone polare e l’anticiclone freddo periferico siberiano cosicché viene spezzato in due lobi e costretto a riposizionarsi ai bordi del circolo polare (split del vortice polare), come è previsto che accada nell’evento in corso. 

Immagine di copertina: frantumazione del vortice polare in 2 lobi entro il 5 gennaio alla quota barica di 70 hPa (17 km)

Gli split causano a loro volta anche il blocco delle correnti occidentali. Ma con l’innesco della rotazione oraria anticiclonica anche nei piani più bassi, tutta la circolazione polare vedrà invertito il suo senso di rotazione (da Est verso Ovest) ed ciò provoca un moto retrogrado – da Est verso Ovest - del lobo freddo asiatico, che pian piano inizierà a muoversi verso la Russia europea e il Baltico. Sotto la spinta congiunta  dell’anticiclone polare e della adiacente depressione su Baltico-Russia le gelide correnti artiche sono costrette a muoversi verso le medio-basse latitudine con colate gelide verso i Balcani e da qui talvolta verso l'Italia ove danno luogo a periodi di freddo intenso della durata di molti giorni. 

Eventi di ESEs con coinvolgimento anche della nostra penisola sono avvenuti nel gennaio del ‘63, dicembre ’84, gennaio ‘85, gennaio e febbraio ‘87, febbraio ‘91, dicembre ’92, gennaio. Storico e super eccezionale su quello esploso verso la fine di dicembre 1984 tanto che sulla Groenlandia i sondaggi atmosferici effettuati con i missili della base di Thule, misero in evidenza un aumento della temperatura che a 42 km di altezza fu di circa 70 °C in 5 giorni. A sua volta l’anticiclone di blocco generatosi nella troposfera polare mise in moto una forte irruzione di aria fredda che ai primi di gennaio del 1985  diede luogo alla  nevicata del secolo sul Centro Nord dell’Italia.

Analogamente l’estate fortemente anomala del 2002 coincise con uno stratwarming sulla Scandinavia, durato quasi ininterrottamente per due mesi.

Riscaldamenti stratosferici improvvisi si verificano quasi ogni anno, soprattutto in inverno, anche se non sempre hanno sull’Europa  gli effetti drammatici del gennaio 1985 o di quello, analogo, del febbraio 1956.  Le grandi invasioni fredde però non sono sempre necessariamente collegate a riscaldamenti stratosferici ma la presenza dello stratwarming aumenta la probabilità che le gelide correnti dell’Artico si spingano fino alla nostra penisola.

Gli eventi di stratwarming sono abbastanza numerosi (in media 2-3 per ogni inverno) ma, come si vede, pochi sono in grado di favorire la formazione di un anticiclone fino al livello del mare, condizione indispensabile per generare a sua volta talvolta irruzioni eccezionali di aria fredda verso le medio-basse latitudini. Viceversa, non tutte le irruzioni meridiane eccezionali di aria fredda sono determinati di eventi di stratwarming. 



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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