In pubblicazione il 18 NOV 2020

L’influenza “normale” stagionale è alle porte, come ogni anno

Perché capita sempre nella stagione fredda?


Fonte Immagine: Ministero Salute

Come si prende il contagio


L’influenza, a differenza del raffreddore, è sempre di origine virale ma l’indebolimento dell’organismo scatenato dalla malattia  fornisce le condizioni ottimali per l’aggressione del corpo anche da parte di quei  virus e batteri che albergano in maniera stabile nel cavità del naso e della gola.


I tempi e le modalità  con cui  il raffreddore o l’influenza si impadroniscono del nostro corpo non  sempre le  medesime.

A volte ci svegliamo apparentemente sani come pesci ma poi  compaiono in rapida sequenza vari disturbi alle prime vie aeree, fino ad arrivare a sera piuttosto malconci. Altre volte ci sentiamo afflitti da piccoli insistenti sintomi finché poi, dopo 1-2 giorni,  la situazione precipita verso il peggio. Comunque sia le occasioni di incontro con  virus e batteri durante la giornata sono più facili di quanto non si creda: il contagio può avvenire attraverso le mani o oggetti entrati in contatto con goccioline di saliva emesse con  gli starnuti, i colpi di tosse o la semplice respirazione. S

e il l’attacco alle vie respiratorie è do origine  virali, si può  intervenire solo sui sintomi ma non sulle cause, senza per questo lasciar correre: è consigliabile il riposo per rinforzare le difese immunitarie e una buona alimentazione per una rapida ripresa, anche perché infezioni alle vie respiratorie trascurate possono aggravarsi e trasformarsi, ad esempio, in polmoniti.

Perché capita sempre nella stagiono fredda?

La figura  ( da InfluNet  del Ministero Salute) non lascia dubbi: in tutti gli inverni (qui dal 2004-2005 al 2018-2109 l’influenza stagionale ha fatto la sua regolare comparsa  con  picco tra la 4 e la 6 settimana da inizio anno, come dire tra la fine di gennaio e i primi di febbraio.

 

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Tra i fattori che ne determinano la comparsa sempre nella stagione fredda, alcuni sono di legate ad abitudini sociali  ma la maggior parte sono legati al freddo umido clima invernale

  • nei luoghi chiusi e affollati è più facile contrarre l’influenza. Per di più si  pensa - erroneamente - che spalancare, anche  per qualche attimo le finestre, possa aprire la strada a malanni, mentre  in realtà, in luoghi ristretti e “popolati”,  sarebbe bene un frequente ricambio d’aria.
  • La presenza di freddo molto umido - come, ad esempio, le nebbie invernali nel primo mattino,  favorisce infiammazioni e infezioni, perché spiana la strada al passaggio di germi attraverso i tessuti delle mucose, divenute più spugnose e permeabili a virus e batteri.
  • Quando l’aria è invece troppo fredda e secca prosciuga le mucose del tratto nasale e faringeo, aumentando la probabilità di infezioni virali e batteriche, perché non più in grado di assolvere la loro funzione di trattenere attraverso il muco gli agenti patogeni. E’ insomma difficile trovare il freddo… giusto! E’ bene comunque prevenire gli effetti negativi delle basse temperature coprendosi bene, non dimenticando le parti più periferiche (i guanti per le mani e il cappello per la testa sono indispensabili alleati).
  • Ma l’influenza delle condizioni del tempo sulla salute di bronchi e polmoni non è limitata al raffreddori e all’influenza. Con il freddo infatti aumentano la viscosità del sangue, il numero di globuli rossi e di piastrine nel sangue, una circostanza che nelle persone anziane, immobilizzate a lungo a letto per qualche malattia, favorisce l’insorgere di trombi nelle vene delle gambe, i quali poi spesso raggiungono i polmoni come emboli.

Articolo tratto dall’opera “DOTTORE MI FA MALE IL TEMPO”                                                           

 Autori: Mario Giuliacci- Emanuela Giuliacci-Paolo.Corazzon.            Editore:AlphaTest



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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