In pubblicazione il 29 OTT 2015

Il Niño : penuria di cibo per pesci, pinguini, leoni marini e foche

In crisi la catena alimentare nel Pacifico equatoriale. Video


Fonte Immagine: NOAA/NASA

 

Le osservazioni raccolte nel 2015  dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e dalla NASA indicano che El Niño nel Pacifico equatoriale ha raggiunto una intensità simile a quella degli eventi  del 1997-98 e 1982-83, i due più forti eventi record.  L'evento è dovuto all'indebolimento degli Alisei da Sudest nel Pacifico orientale che a sua volta ha indebolito   la normale circolazione oceanica  consentendo alla piscina calda del Pacifico occidentale  ("Warm Pool") di propagarsi verso est.

Sotto la superficie dell'oceano, la piscina calda è aumentata di profondità , riducendo in tal modo l'up-welling ovvero la risalita fino in superficie  di acque  più fredde  e più profonde ma proprio per questo, ricche di nutrienti, come il fitoplancton. Questa perdita del consueto apporto nutritivo è evidente nella riduzione delle concentrazioni di clorofilla sulla superficie del mare, il pigmento verde che indica la presenza di fitoplancton.

I  due globi sopra  raffigurano  la concentrazione di clorofilla sulla  superficie dell'Oceano Pacifico equatoriale, come osservato nel mese di ottobre 2014 e in quello del 2015. Entrambe le immagini sono derivate ​​da dati acquisiti dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) della NASA del satellite Aqua.  Le sfumature di verde indicano più clorofilla (in milligrammi per metro cubo) e fioritura di fitoplancton. Sfumature di blu indicano meno clorofilla e meno fitoplancton. 

 Anche se questo El Niño non ha ancora raggiunto il suo picco, la catena alimentare marina sta cominciando a sentire la perdita del suo consueto approvvigionamento alimentare. Osservazioni storiche della zona hanno dimostrato che con meno fitoplancton disponibile, vi è meno popolazione nei  pesci che si nutrono di plancton, e di conseguenza anche meno popolazione di pesci più grandi.  Ma meno pesce significa che molti animali, tra cui pinguini delle Galapagos, iguane marine, leoni marini, foche potrebbero soffrire carestia di cibo e la popolazione  di tali animali marini potrebbe calare in modo  drammatico durante e dopo un El Niño così intenso.


Tutti i modelli elaborati dall'Istituto Internazionale di Ricerca per il clima e la società (IRI) e dal Centro di previsione climatica della NOAA predicono che questo Niño raggiungerà il picco tra dicembre  per poi indebolirsi in primavera nell'emisfero settentrionale (marzo-maggio 2016). L'ultima volta che un forte El Niño si è verificato (1997-98), vi è stata una grande  diminuzione della popolazione marina  in tutto il Pacifico orientale. Un forte evento di La Niña seguito nel 1998-99  all'evento di Niño,  ha avuto l'effetto opposto: più forti alisei  da est-to-ovest con conseguente  aumento  dei nutrienti  portati in superficie dall' upwelling e che diede luogo ad una delle più grandi fioriture di fitoplancton. Questo portò a sua volta un notevole aumento della popolazione ittica.

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https://youtu.be/_titsRUo4t4

 

 



Fonte Articolo: Stephanie Schollaert GSFC earthobservatory.nasa.gov/

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