In pubblicazione il 31 MAG 2016

Quando il chicco di grandine cresce troppo: non sempre è una questione di “ricircolo”…

La caduta di grossi chicchi di grandine al suolo si nota spesso durante i temporali più severi, tuttavia le cause che li determinano non si limitano al solo processo di "saliscendi; vediamo il perchè.


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L'attuale fase di instabilità ha portato molti temporali, soprattutto al nord, i quali in più di una circostanza hanno provocato grandinate anche intense talora con chicchi di rispettabili dimensioni. Occorre precisare che il verificarsi di grandinate associate a forti temporali, in particolare al centro-nord e sui rilievi non deve sorprendere più di tanto, essendo proprio il periodo compreso tra la tarda primavera e l'inizio dell'autunno quello più propizio, segnatamente in pianura padana, su fascia prealpina ed appenninica. A volte però, a causa di condizioni particolarmente favorevoli durante periodi fortemente instabili, i chicchi di grandine crescono un po' troppo, causando danni ingenti alle colture ed in qualche caso anche alle infrastrutture.

Partiamo dal presupposto che le nubi temporalesche conducono sempre alla formazione della grandine; fortunatamente il più delle volte il chicco raggiunge dimensioni modeste in modo da poter fondere in gocce di pioggia durante il tragitto che lo porta dalla nube al suolo. In altri casi però non è così ed un forte temporale può provocare la caduta di grossi chicchi di grandine, i quali non sono prerogativa dei soli temporali a supercella, ma possono aversi anche in seno alla tipiche linee temporalesche che spesso attraversano le nostre regioni.

Perchè a volte si formano chicchi di grandine eccessivamente grossi da determinare enormi danni?

La risposta è insita nei complessi processi che portano alla nascita, alla crescita ed alla caduta del chicco.

Cosa serve per avere la formazione di grandine? Alcuni “ingredienti” sono fondamentali: in primo luogo forti moti verticali ed abbondante vapore acqueo nei bassi strati. Le correnti ascensionali che alimentano il temporale devono essere inclinate (shear nel profilo verticale del vento) da forti venti in quota, in modo da mantenere sufficientemente separate la corrente ascensionale e quella discendente. Il vapore acqueo deve essere particolarmente abbondante nei bassi strati (es. caldo-umido in estate).


Ma altri ingredienti sono indispensabili: presenza nella nube di abbondante acqua sopraffusa (vale a dire goccioline liquide pur in ambiente a temperature sotto lo zero, e ciò è fisicamente possibile), e contemporanea presenza di ghiaccio (parte alta della nube temporalesca). Infatti gli embrioni di ghiaccio catturano molte goccioline di acqua sopraffusa (formatesi in seno alla condensazione del vapore acqueo grazie ai moti ascendenti), le quali solidificano sull'embrione rilasciando calore latente di solidificazione (vedi figura 1: crescita tramite cattura di goccioline sopraffuse, fonte: NOAA/NWS).

In passato si riteneva che il processo di crescita del chicco riguardasse il cosiddetto “ricircolo” ovvero tanti saliscendi entro la nube (causati dalla elevata turbolenza in seno alla stessa), fin quando il chicco diventava talmente grosso e pesante da vincere la resistenza della corrente ascendente precipitando così al suolo. Ad ogni saliscendi il chicco raccoglieva molta acqua sopraffusa ingrossandosi.

Studi più recenti tendono invece ad attribuire al ricircolo un ruolo più marginale, privilegiando l'aspetto che riguarda la presenza di poca o molta acqua sopraffusa nelle diverse zone della nube: molta acqua sopraffusa rilascia più calore latente provoca un congelamento più lento ed ordinato; poca acqua sopraffusa favorisce un congelamento rapido e caotico.

Il passaggio da zone della nube con poca o molta acqua sopraffusa determina anche la struttura “a cipolla” del chicco, con alternanza di strati trasparenti (molta acqua sopraffusa, crescita bagnata) ed opachi (poca acqua sopraffusa, crescita secca). Se nella nube è presente molta acqua sopraffusa, specialmente nella porzione compresa tra le isoterme di -10°C e -30°C, l'efficienza di solidificazione sarà particolarmente consistente a causa della più elevata differenza tra le tensioni di vapore rispetto al ghiaccio e all'acqua liquida, e maggiore sarà la probabilità di avere chicchi di grandine di rispettabili dimensioni al suolo. Ma teoricamente ciò può avvenire anche con un solo viaggio all'interno della nube (vedi figura 2: fonte: COMET MetEd). Tra l'altro la particolare abbondanza di acqua sopraffusa associata a violenti moti verticali (tipici dei temporali severi) determina spesso in seno al chicco protuberanze, lobi e punte, che amplificano i danni quando esso colpisce le coltivazioni.

Insomma, quando il chicco arriva bello grosso ha spesso fatto “indigestione” di acqua sopraffusa!



Fonte Articolo: Pierluigi Randi

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