In pubblicazione il 17 OTT 2015

Il film "Marziano"

Tra Scienza a Fantascienza. Il rischio letale dei raggi cosmici


Fonte Immagine: spaceweather.com

 

Un film appena uscito nelle sale cinematografiche  è "Il  marziano", un adattamento cinematografico del libro omonimo di Andy Weir pubblicato nel 2011. 

Racconta la storia al cardiopalma dell'astronauta Mark che rimasto intrappolato su Marte e infine salvato dai compagni che avevano lo inavvertitamente abbandonato (lasciato…a terra o meglio, a  Marte!  n.d.r.). Per sopravvivere abbastanza a lungo fino ad essere salvato, Mark deve fare ricorso a tutta la le conoscenze scientifiche possibili: riesce a far nascere il cibo nel  suolo marziano, estrae l'acqua dal combustibile per razzi, schiva le tempeste di polvere marziane, e invia segnali alla NASA utilizzando un vecchio Mars Rover che era rimstao sepolto nella sabbia rossa per circa 30 anni.

È un'avventura emozionante raccontata con notevole precisione, eccetto, forse, per una cosa. "Andy Weir fa una descrizione fantastica nel raccontare i rischi per Mark,  intrappolato su Marte ma tace sulla minaccia di radiazioni, non solo per MarK ma soprattutto per l'equipaggio di Hermes quando eseguono una missione di salvataggio audace che  raddoppia il tempo  di permanenza nello spazio", dice il dottor Ron Turner, Distinguished Analyst di ANSER, un istituto di ricerca  in Virginia.

Le Radiazioni spaziali provengono da due fonti principali: le tempeste solari e raggi cosmici galattici. Le tempeste solari sono intense, di breve durata, e poco frequenti. Fortunatamente per Mark, non ce ne fu nessuna durante la sua missione.

 Tuttavia, lui ei suoi compagni non avrebbero potuto evitare i raggi cosmici. Si tratta di particelle ad alta energia che nascono dalle stelle supernovae, stelle di neutroni, e altri episodi violenti cosmici che accadono ogni  momento nella Via Lattea. Essi sono sempre presenti e non c'è modo di evitarli. Finora, la NASA ha sviluppato uno scudo efficace contro queste palle di cannone subatomiche provenienti dallo spazio profondo. " Il raddoppio dello spessore dei della schermatura dei veicoli spaziali riduce il GCR [Galactic Cosmic Ray)  di una piccola percentuale", osserva Turner.

Nel film Mark in realtà sembra più al riparo che l'equipaggio della Hermes. Turner spiega: "L'esposizione di radiazioni è molto minore sulla superficie di Marte perché il pianeta sotto i piedi riduce l'esposizione della metà. Poi l'atmosfera di Marte, per quanto sottile, riduce ulteriormente la dose di radiazioni cosmiche.

La più grande minaccia da esposizione a radiazioni cosmiche è la possibilità di morire di cancro indotto da radiazioni,  poco dopo un sicuro ritorno a Terra. Dalla NASA i limiti di radiazioni sono impostati in modo che questo rischio possa  accorciare la vita  non più del 3%. Prendendo in considerazione molti fattori, come la fase del ciclo solare e il numero di giorni dell'equipaggio trascorsi nello spazio profondo e sulla superficie di Marte, Turner ha calcolato che la dose totale di raggi cosmici assorbiti sarebbe stata di 41 CSv da Mark e  di 72 CSv dall'equipaggio.  1 "CSv" è un centesimo di Seivert, una unità di radiazioni comunemente usato nella discussione di dosi umane.


Per avere un termine di raffronto, si consideri che sulla terra la dose media naturale di raggi cosmici assorbita da un individuo è 0.2 CSv (n.d.r.)

Il cancro dopo il volo non è il solo problema, però. "C'è una certa preoccupazione supplementare che ha sostenuto l'esposizione alle radiazioni potrebbe portare ad altri problemi che si manifestano non nel corso della missione, ma alcuni anni dopo. I possibili esempi includono malattie cardiache, ridotta efficacia del sistema immunitario e  effetti neurologici simili ai  sintomi della malattia di Alzheimer."

Vedi qui il video "Trailer"

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2015/06/20/news/l_attore_americano_e_un_robinson_crusoe_dello_spazio_in_sopravvissuto_di_ridley_scott-117266297/

 

 



Fonte Articolo: www.spaceweather.com

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