In pubblicazione il 19 GIU 2018

Terra e Giove, stessi fulmini per pianeti molto diversi

I fulmini visibili nell’atmosfera del pianeta più grande del Sistema Solare sono molto simili a quelli che si osservano sulla Terra


Fonte Immagine: NASA

 

Gli scienziati sanno dell’esistenza di fulmini nell’atmosfera di Giove da oramai quasi 40 anni, cioè da quando nel lontano 1979 la sonda Voyager I raggiunse il pianeta più grande del Sistema Solare e raccolse le prime testimonianze della presenza di questo fenomeno atmosferico. Tuttavia, i dati raccolti dalla sonda Voyager mostrarono, almeno all’apparenza, una grande differenza: più che a un fragoroso boato il suono dei fulmini di Giove somigliava a un fischio! In particolare mentre le onde radio dei fulmini terrestri cadono nella banda dei mega o dei gigahertz, quelle dei fulmini del gigante gassoso apparivano collocate nel range dei kilohertz.

Per decenni gli scienziati hanno cercato di dare una spiegazione a questa differenza finchè negli ultimi mesi gli studiosi della NASA, analizzando i dati raccolti dalla sonda Juno, hanno fatto un’importante scoperta: in realtà non vi è praticamente alcuna differenza tra i fulmini dei due pianeti! Grazie alle informazioni raccolte nell’osservazione di ben 377 fulmini nell’atmosfera di Giove gli scienziati infatti hanno potuto verificare che anche le onde radio emesse da queste saette cadono nella banda dei mega e dei gigahertz.  


C’è però anche una grossa differenza tra i fulmini terrestri e quelli di Giove, confermata anche dalle osservazioni della sonda Juno: sul gigante gassoso la maggior parte dei lampi si osserva nelle regioni polari, mentre sulla Terra le regioni più colpite sono quelle equatoriali. Una differenza che si spiega con la posizione di Giove, 25 volte più lontano dal Sole di quanto non sia la terra.

Mentre sulla Terra la principale fonte di calore sono proprio i raggi solari, che riscaldando maggiormente le regioni tropicali rendono questa fascia più instabile e feconda ai temporali, su Giove (dove arrivano molti meno raggi solari) la maggior parte del calore arriva dall’interno del Pianeta. Così l’atmosfera, scaldata dal basso, diventa instabile e favorisce lo sviluppo di correnti ascensionali accompagnate da temporali e fulminazioni. Nelle regioni equatoriali, che ricevono dal Sole più energia, la differenza tra la superficie e le regioni in quota diminuisce, e con essa diminuisce anche la capacità dell’atmosfera di Giove di dare vita a correnti convettive (cioè correnti di aria che si muovono verso l’alto) e temporali.



Fonte Articolo: Col. Mario Giuliacci

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